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L'alibi del debito pubblico.

Gentile direttore, non so se questa mia osservazione sarà mai letta da qualcuno. Spero di si in quanto credo che in questi cinque anni di crisi interi popoli, in particolari quelli appartenenti ai cc.dd. PIIGS, siano stati vessati con politiche economiche a dir poco demenziali e obiettivamente strumentali agli interessi delle economie cc. dd. "forti" dell'UE, in primis la Germania. Si dice che tutto sia cominciato con lo scoppio della bolla immobiliare alla fine del 2007 negli USA. E' vero, è un dato di fatto, però le risposte in ambito dell'eurogruppo sono state completamente sbagliate così come ha dimostrato l'esperienza drammatica di milioni di famiglie sull'orlo della povertà. Si dice che sia colpa dell'enorme debito pubblico, che in particolare in Italia ha raggiunto il 130% del PIL. E' semplicemente falso. Il problema non è il debito bensì il costo del servizio del debito per cui il nostro paese paga un tasso medio del 4%, mentre, ad esempio il Giappone, con un debito addirittura del 240%, paga un costo medio sul debito di circa l'1%. Il motivo per cui il Giappone paga un onere per il servizio del debito così basso è semplicemente dovuto al fatto che la banca centrale del Giappone rinnova a scadenza il debito pubblico cosa che non fa la nostra, anzi direi la loro, BCE. Insomma accanto al pareggio di bilancio, cosa secondo me corretta per evitare la finanza allegra clientelare dell'aumento incontrollato della spesa pubblica, è necessario che la BCE faccia ciò che deve fare una banca centrale secondo i dettami della scienza economica, ossia rinnovare a scadenza il debito colmando il gap tra domanda ed offerta dei titoli del debito pubblico per calmierare i tassi d'interesse e ridurre il costo del servizio del debito. Cordialamente ficodindia

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