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"Sopra l'arcobaleno"

Caro Direttore: La diciassettenne Judy Garland nel 1939 cantava "Over the Rainbow", letteralmente tradotto significa: "sopra l'arcobaleno", ma ci sarà qualcosa oltre l'arcobaleno? Mi piacerebbe pensare che lassù, negli spazi vergini ed inesplorati si celi la giustizia per i popoli della terra, un amore universale che riunisca tutta l'umanità in una sola famiglia, oppure una semplice padella di rame piena di monete d'oro custodita da elfi, folletti e gnomi dal cappello rosso. Qualcosa sopra l'arcobaleno ci deve pur essere, non certo Dio che non ha ne estensione ne limiti, forse una città fantastica, costruita coi sogni degli uomini, certo, una città con servizi che funzionano, senza tasse e con giudici corretti e giusti, ma soprattutto con politici di alto livello, senza stipendio, che lo fanno per passione e per il bene della popolazione. Non c'è dubbio, sopra l'arcobaleno non può esserci che la città di cristallo, trasparente, senza segreti ne sotterfugi, quindi con un potente cannocchiale potrò scrutare tutto al suo interno, ora ci provo,... ma..., chi è, chi vedo? Napolitano? Letta? Renzi? Alfano? La Boldrini??? Ma che cazz..., ci manca solo il mago di Oz per rovinarmi il sogno! Morale della favola: Da sempre i sogni rimangon tali, costruzioni della mente che, come una città, sono fatti di mattoni impastati di paure e di emozioni ma che a volte si trasformano in cocenti delusioni.

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