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Iniziativa "RACCONTA IL TUO TFA AI MASS MEDIA"

Gentile Redazione / Cari colleghi, La mia storia è quella di uno degli 11.000 abilitati circa del Tirocinio Formativo Attivo o TFA. Si tratta dei nuovi corsi universitari ministeriali il cui scopo “ERA” quello di formare ( cito dal bando di selezione ) “i futuri insegnanti in base alle effettive esigenze di programmazione e concrete possibilità di occupazione”. Tutto ciò proprio perché si voleva evitare di “sfornare” un numero sproporzionato di insegnanti che mai avrebbero avuto occupazione ma anche per selezionare quello che lo stato considerava “the best teachers” . Parlo al passato perché grazie al cambio della politica, agli interessi corporativi dei sindacati e “onorevoli” ( che di tale aggettivo poco hanno ) in cerca di facile consenso non è più cosi ( ammesso che lo sia mai stato ). Perché dico questo ?. Ve lo spiego subito: secondo voi è normale dopo quasi 6 mesi di dura selezione e studio intensivo ( per accedere ai suddetti corsi ) e altrettanti 6 mesi di effettivo corso, essere poi “stati lasciati a casa a marciare” mentre colleghi “non abilitati” di cui ho il massimo rispetto ma che passano avanti nell’assegnazione delle supplenze ?. La risposta ovvia sarebbe “NO!” non di meno anche perché il mese di aprile del corrente anno una nota ministeriale dello stesso Mr. MIUR avvisa ( cito letteralmente ) “tutte le università devono portare a conclusione i suddetti corsi entro il mese di settembre ( eccezionalmente al massimo entro ottobre ) per permettere a tutti i futuri docenti di spendere il suddetto titolo all’inizio del corrente anno accademico (2013/2014)”. Ovviamente ciò non è accaduto e la gran parte di noi “tieffini” è rimasta a casa o con poche ore assegnate di docenza. Che lo si dica o no, in mezzo a tante falsità, arrivismi e ambiguità l’unica verità è che non c’è mai stata la volontà del Mr. MIUR di tutelare quel merito tanto sbandierato dai nostri politici n’è tanto meno di garantire la qualità all’insegnamento. Ora vorrei parlare ai genitori dei tanti alunni nelle nostre scuole: vi sembra normale che oggi a scuola lo stato Italiano si avvale di tanti docenti di cui una buona parte senza avere passato nessuna selezione o senza avere dimostrato in qualche modo la loro preparazione e/o qualità ?. La risposta sarebbe ovviamente nuovamente “NO!”. E invece è proprio quello che è avvenuto! ( e che sta ancora avvenendo ! ). Il caro Mr. MIUR ha preferito lasciare a casa questi pochi “meritevoli” per tutelare quelli che insegnano da anni senza nessuna abilitazione e che citando le testuali parole del ministro “hanno una certa età, hanno mandato avanti la scuola, lavorano, non hanno il tempo di studiare per prepararsi e per questo devo essere tutelati e sanati”. Peccato che l’età media di coloro che hanno provato i test selettivi del TFA è di 37/38 anni!. Peccato che la maggior parte degli insegnati che vantavano anni di insegnamento e che hanno provato il TFA sono stati bocciati alle suddette selezione !!. Ma visto che siamo in Italia, e che al peggio non c’è limite ( soprattutto qui da noi! ), oltre a tutto ciò il nostro caro Mr. MIUR approfittano volutamente di una malsana interpretazione e applicazione di convenzione europee sulle professioni si accinge ( principalmente per interessi corporativi ed economici della università che ci fanno cassa ) ad abilitare con corsi chiamati Percorsi Abilitanti Speciali detti PAS ( chi sa forse per l’allusione al “PASsare” avanti, al “PASsarti” sopra e a prescindere da tutto e tutti ) senza nessuna selezione circa 70.000 insegnati detti “passini”. Parliamo di insegnanti che hanno accumulato almeno 3 anni di servizio ( 180 giorni x 3 annualità ) dal 1999 al 2012 ( sia nella scuola pubblica e/o sia in quella privata parietale ). Non dirò che costoro avrebbero potuto provare i concorsi e le SISS per abilitarsi per almeno 8 - 9 anni, non dirò che molti di questi colleghi sono stati bocciati alle selezioni del TFA, non dirò che molti di loro hanno aspettato la “minestra pronta” e non dirò neanche che molti di loro hanno accumulando punteggio insegnando furbescamente tramite “conoscenze” in scuole private parietali dove non c’è stato nessun controllo da parte dello Stato Italiano sulla necessità di avere per legge almeno il 70% di insegnanti abilitati (…). Visto che il nostro caro ministro Carrozza non ha intenzione di proporre nessuna netta differenziazione di graduatorie, allo stato dei fatti questi docenti in virtù del punteggio accumulato, “scavalcheranno” la maggior parte dei tieffini che invece non hanno accumulato tale punteggio d’insegnamento e che hanno avuto il “non merito” di passare queste dure selezioni. Il colpo finale tuttavia arriva dal riconoscimento ai “sissini” congelati nelle GaE lo scioglimento di tale “riserva” grazie alla frequenza in sovrannumero e senza selezione nei suddetti corsi TFA. Come dire “due pesi e due misure”. Costoro, per i non addetti, pur acquisendo lo stesso titolo al pari dei tieffini ( e/o senza avere frequentato neanche un giorno di SISS ) potranno vantare l’inserimento in un graduatoria ben superiore a quella riservata a quest’ultimi evitando per giunta tutte le magagne della differenziazione dai PAS (…). Io ho 37 anni ( a breve 38 ). Ho aspettato il TFA da più di un anno da quando i “rumors” ne facevano presagire l’imminente arrivo. Nel 2008, dopo la laurea triennale in Scienze Motorie nell’Ateneo dell’Aquila, decido di proseguire il mio percorso di studio seguitando nella stessa Università con il corso di laurea specialistica ( concluso a sua volta a pinei voti nel 2010 ). Lo scopo era di riuscire a realizzare il mio desiderio di diventare un valido insegnate di educazione fisica per potere a sua volta condividere e promuovere la cultura per lo sport e del movimento in generale. Mi sarebbe piaciuto portare elementi di novità nel mondo della scuola. La mia esperienza del corso di TFA nell’Università dell’Aquila è stata valida anche se impegnativa e con qualche momento di incertezza. Molto positiva è stata anche la presenza di molti validi colleghi di corso il cui apporto e condivisione delle esperienze sono rappresentati uno dei più grandi valori aggiunti di tutto il percorso formativo. All’interno del TFA dell’Aquila ho condiviso un attivo lavoro di divulgazione informativa delle problematiche legate sia al riconoscimento del valore del titolo e sia alle dinamiche dei PAS. In tal senso purtroppo non c’è stata da parte dei miei colleghi una piena partecipazione nel seguire attentamente e con il giusto peso tali problematiche. Questo forse è il mio principale rammarico di tutta la mia esperienza di formazione. La partecipazione al TFA è stata una dura scelta e investimento sia economico, per il costo e sia di possibilità lavorative rinunciate per garantirvi la frequenza. Entrando nel dettaglio, durante il periodo di formazione posso ravvisare i seguenti mancati guadagni per attività lavorative non svolte: 1) dopo essere stato positivamente selezionato dalla British Institutes, ho dovuto rinunciare alla possibilità di partecipare al Programma LLP - Progetto ADA – “Potenziare la spendibilità dei PLM mediante il consolidamento delle competenze tecnico professionali in ambiente Office Automation” per un periodo formativo/lavorativo compreso tra il mese di Gennaio circa a quello di Maggio circa dello stesso anno; 2) dal 21/01/13 al 31/05/13 causa incertezze e incompatibilità orarie ho dovuto declinare e rinunciare all’incarico di esperto motorio per Progetto nazionale M.I.U.R. - C.O.N.I. - P.C.M. “Alfabetizzazione motoria nella scuola primaria” con un mancato guadagno di € 4500. Infine, al termine del TFA, sempre a causa dell’impossibilità di utilizzo del suddetto titolo ( sempre grazie al nostro caro ministro della pubblica “D-istruzione” ), oltre ad essere stato scavalcato da docenti non abilitati ( che di fatto hanno ottenuto l’incarico di docenza annuale in scuole pubbliche al posto mio ), in un particolare caso mi sono trovato a dovere rifiutare un incarico di supplenza annuale perché una buona parte delle ore sono state assegnate in sede di convocazione al precedente docente ( non abilitato ) riducendo la cattedra stessa a solo 10 ore. Tutto ciò, a causa dei costi necessari per il trasferimento ( proprio perché nella mia personale situazione di inserimento in graduatoria d’istituto in altra regione d’origine ) che sarebbero significati una proposta lavorativa non economicamente fattibile ( cosa che invece sarebbe potuto essere se ci fossero state almeno 12-14 ore di assegnazione ). In aggiunta a tutto ciò, è davvero triste informare che a oggi mi trovo ad avere prodotto ben quattro ricorsi collettivi al TAR contro il MIUR per le seguenti istanze: 1) IMPEDIRE L’ATTIVAZIONE DEI PAS; 2) DIFFERENZIAZIONE DEL TFA DAI PAS; 3) RISARCIMENTO DANNI CONTRO IL MIUR; 4) INSERIMENTO IN GaE. Superfluo dire che non nutro più fiducia nel “sistema Italia” (…). Sono davvero molto deluso. Da tutto e tutti. Mi vergogno di vivere in un paese così che si ricorda di te “solo quando deve fare BANCOMAT” o quando si tratta di sfruttare la benevolenza d’animo di tante persone che come nel mio caso danno il loro piccolo ma valido contributo nello svolgere attività di volontariato. Questo “stato” NON le merita. Non CI merita! (…). Cara, Italia, Miss. “Bel paese”, “cari” politici ( che io meglio chiamerei rappresentanti dei propri interessi e delle caste ), io non ci sto e se non verrà fatta giustizia sono pronto a lasciare questo paese del cavolo che di civile e di vero oggi non ha più un bel niente !!!. Stefano Di Sabatino TFA A029 – L’Aquila

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