Cerca

Renzi, il Caronte dei matusa

Renzi non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Vive passando da una poltrona all’altra. E per riuscirci deve fare contenti quelli dentro ai palazzi, non quelli fuori. Quelli fuori li usa per i suoi fini. E’ diventato segretario rimangiandosi tutto. Tradendo la rottamazione che era solo una parola per lui. Un modo per fare carriera nel partito. Cosa sia Renzi lo dimostrano le prime file che l’ascoltavano a Milano alla sua incoronazione. Quei matusa che voleva cacciare e ha poi lasciato ai vertici del Pd. Perdendo così ogni forza politica, e diventando un franceschini qualunque. Ma un posto in Parlamento e anni a Roma a nostre spese non gli mancheranno. Per quanto riguarda il cambiamento radicale dell’Italia e la fase storica drammatica che stiamo passando, quelli sono fatti nostri. Per Renzi il dolore, le lacrime, la strada, la disperazione sono parole da mettere in qualche Tweet se serve. Renzi è il nulla in cui è terminata la cultura degli ex comunisti, credenti o meno. È una brutta copia del populismo nascosto dietro l’ipocrisia della collegialità e della finta partecipazione. E’ la lingua sciolta di un baraccone burocratico evaporato nel suo niente politico che si attacca ad un messia di serie B per sopravvivere. Se i matusa non lo facevano passare annegavano. Si sono aggrappati all’ultimo salvagente che passava il convento mediatico. Renzi è la malattia terminale della politica ideologica. Ma niente di grave. Se tutto andrà per il meglio, il futuro politico dell’Italia non passerà più per i partiti tradizionali, e Renzi passerà alla storia come il logorroico Caronte fiorentino. Tommaso Merlo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog