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Napolitano vuole vivere tranquillo

Gentile direttore, Giorgio Napolitano è un uomo vecchio. Come tutte le persone che hanno avuto la fortuna di raggiungere la sua veneranda età, vive di ricordi e anela ad una cosa sola: trascorrere il più serenamente possibile il tempo che gli rimane. Mia nonna per esempio, è del 1922. Contadina in pensione con la minima Coldiretti, pretende di prepararsi da mangiare e farsi il bucato da sola senza aiuti da parte di nessuno ma è indiscutibilmente vecchia. Tra figlie e nipoti la parola d'ordine è non crearle preoccupazioni perchè va letteralmente in paranoia. Se qualcuno della famiglia ha un problema, anche da poco, è bene tacerlo per non farle perdere sonno e appetito. Per lei va sempre tutto a gonfie vele. Penso che con Napolitano sia la stessa cosa. Un vecchietto che vede l'Italia attraverso una lente colorata di rosa e attraverso la quale gli italiani paiono impegnati in un interminabile girotondo mano nella mano cantando Fratelli d'Italia. La delinquenza degli immigrati, il fisco criminale, la mancanza di lavoro, i privilegi delle caste e la povertà che divora tutto non sono che echi lontani nella sua mente un tempo diabolica e ora irrigidita dalla senilità, rimbalzati da qualche giornalista malandrino che gli crea preoccupazioni infondate. Gli si deve raccontare che va tutto bene. Di quando in quando lancia moniti su questioni che interessano a lui e solamente a lui per tornare poi a crogiolarsi nella sua idea di Italia, un'Italia che non esiste più o che forse non è mai esistita. Ci ritroviamo così con la più alta carica dello Stato che non solo non è eletta direttamente dai cittadini ma che viene ricoperta sempre e inevitabilmente da uomini d'altri tempi che si esprimono con un linguaggio ottocentesco per dire cose che non interessano a nessuno. Cordiali saluti Giorgio

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