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Caos, confusione, disperazione ed il “Decreto Svuota Carceri” o “Decreto Svuota Pensieri”. La vergog

Voilà. L’ultima zampata del 2013 doveva pur esserci, vero? Il Governo (Barzel)Letta, al netto del Consiglio dei Sinistri, già protagonista della legge 241/2006 meglio conosciuta come “Indulto”, di concerto con il lavoro del Ministro della Giustizia più “nasale” di sempre, Anna Maria Cancellieri, ha approvato il cosiddetto “Decreto Svuota Carceri”. In tempi di crisi e ribellione sociale, di malcontento e disperazione reale, imprevedibile, tangibile in cui cadono punti di riferimento come i regimi comunisti nei paesi dell’area sovietica dopo il crollo del “muro di Berlino” e l’orizzonte si allontana ancor più, la miglior cosa da fare, ovviamente, è aprire le celle e riversare migliaia di detenuti nella (già) fogna sociale italiana. Vero? “Decreto Svuota PENSIERI”, andrebbe ribattezzato piuttosto. Il problema del sovraffollamento carcerario, delle penosissime condizioni di lavoro degli operatori della Polizia Penitenziaria, dei numerosissimi detenuti stranieri “obbligati” a scontare la pena nei nostri istituti quando andrebbero rispediti celermente nei loro paesi di origine, sottoponendoli alle sfumature della giustizia d’oltralpe, sono problematiche attive, che bruciano fortemente. Come risolverle? Col simpatico giochino delle “tre scimmiette”: Non vedo, non sento, non parlo; piuttosto “libero” centinaia e centinaia di detenuti, rei di crimini più disparati, con “ la necessità di restituire alle persone detenute la possibilità di un nuovo ed effettivo esercizio dei diritti fondamentali e di affrontare il fenomeno dell’ormai endemico sovraffollamento carcerario, nel rispetto delle fondamentali istanze di sicurezza della collettività”. Ovviamente, in questa maniera, si prefigura la miglior azione utile e disponibile di uno Stato che dovrebbe essere un “Nonno” collettivo, saggio e benevolo. Ne siamo “convinti”, come cittadini dotati di un minimo di intelletto e buon senso sociale. Vero? Un provvedimento “necessario” in un momento di confusione e disperazione, di perdizione e caos. Le vie, i quartieri delle nostre città non “aspettavano altro” che qualche delinquente pronto a redimersi, (pe pe pe re pe pe…)frequentasse nuovamente, e prima del tempo, i sobborghi cittadini senza aver scontato effettivamente la sua pena. VERO? E’ oltremodo “simpatico” venire a conoscenza del fatto, inoltre, che il Decreto, tenderà a rafforzare gli strumenti di tutela dei diritti delle persone detenute. Altra mirabolante genialata in un momento storico e sociale in cui, c’è un intero popolo degno dell’appellativo “Nazione” che vuole sapere, con urgenza, se ancora ha dei diritti. Letta afferma che non ci saranno pericoli, ne attentati alla sicurezza comune:. Ne siamo sicuri Enrico. Dormiremo sonni tranquilli, noi, come le nostre mogli, le nostre fidanzate e chiunque di più caro popola la nostra vita. Questo è ciò che ci voleva per chiudere un anno decisamente fuori dal comune, tra processi “ventennali”, spread, crisi devastante, forconi, lutti nazionali poco nazionali ed il “N.C.D.C.T. L.” meglio conosciuto come “Nuovo Campo di Concentramento e Tortura Lampedusa”. Ne aspettiamo un’altra Enrico, d’altronde al 2014, mancano tredici giorni e qualche altro “Dio sceso in terra” che a bordo del suo BMW torni a spacciare “Coca” tagliata malissimo a qualche adolescente “lontano” dalla famiglia, serviva proprio, eh si…

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