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GRIDO DI DOLORE

Oggetto: GRIDO DI DOLORE – Richiesta di aiuto. Buonasera mi chiamo Francesco, ho 52 anni. Ho lasciato la mia bellissima terra per venire al Nord Italia all’età di 20 anni per il lavoro. Da 7 anni sto vivendo la terribile, surreale e indegna realtà del mondo della disoccupazione e del precariato, un tunnel senza certezze nè progetti dove ti tolgono tutto anche la dignità. Poi arriva lo sfratto, il fermo macchina, equitalia che vale SOLO per i cittadini e non per lo Stato inadempiente, i creditori che urlano, offendono, pretendono. Sono iscritto alle liste dei disoccupati e vengo chiamato saltuariamente tramite agenzie interinali, usato al momento del bisogno per qualche mese o addirittura con contratti giornalieri e poi buttato quando non servo più. Non è vero che gli italiani non vogliono fare certi lavori. Io so fare di tutto e farei di tutto. Ho consegnato e inviato migliaia di curriculum. Ho acquisito tutte le patenti ma anche nel settore dei trasporti nazionali e internazionali, in aziende italianissime, sono richiesti lavoratori con residenza in paesi dell’Est europeo e gli italiani non sono nemmeno presi in considerazione perché costano di più in virtù di leggi che lo permettono. Nulla da eccepire, tutti hanno diritto al lavoro ma peccato che io vivo in Italia, pago le tasse in Italia, l’affitto in Italia, il costo del rinnovo delle varie patenti indispensabile per un eventuale assunzione in Italia, faccio la spesa in Italia dove i prezzi sono alle stelle specie per chi non si può permettere più niente. E’ arrivata anche la depressione causata dallo stress di anni di fatica di vivere, dalle continue umiliazioni e vessazioni, dalla vergogna, dal senso di fallimento, dalla perdita di tutto e infine la voglia di farla finita perché non c’è più nemmeno la SPERANZA. Questo è il mio caso, uno dei tanti creati dal sistema mostruoso che gira intorno al mondo del lavoro e crea una nuova schiavitù in uno stato che si considera civile. Sono ancora vivo grazie a una famiglia modesta ma generosa che mi aiuta e mi chiedo cosa ci stanno a fare i nostri governanti? Dall’alto delle loro poltrone, con la pancia piena e il sostanzioso conto in banca non sanno fare altro che litigare, parlare, promettere, garantirsi la poltroncina e non si rendono conto di come vivono i disoccupati, i precari, i pensionati che dopo aver fatto l’Italia hanno in premio un bel 500 euro al mese per non riuscire a campare. Basterebbero poche leggi giuste ed eque, riequilibrare il divario sociale e ricordare a chi è preposto a dirigere che le persone non si usano e non si trattano come burattini perché dietro a ognuna di esse c’è una vita. Basta con l’indifferenza, non chiedo carità o compassione ma un diritto che è sancito dalla Costituzione italiana: IL LAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Grazie per l’ospitalità. Francesco

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