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Panettone a Natale, speriamo viatico a capo d’anno.

Il Presidente Enrico Letta durante una conferenza stampa ha, con una certa enfasi e tono trionfalistico, comunicato alla stampa, nazionale ed internazionale ed al popolo italiano che quest’anno ha a Natale, contrariamente ai desiderata di alcuni, Lui ed il suo governo mangiano il “PANETTONE” e che spera di poterlo mangiare anche l’anno prossimo in occasione del Natale 2014. Da uomo della strada mi complimento con Lui ma mi rammarico che non abbia anche detto,con la stessa enfasi, che trattasi di panettone italiano preparato con prodotti italiani,in aziende ubicate in Italia, dove lavorano operai retribuiti regolamento, coperti di assicurazione e nel pieno rispetto delle condizioni igieniche e di sicurezza alimentare minime (non come e Prato). Mi dispiace che con la stessa certezza ed enfasi trionfalistica non ha detto: “Tutti i cittadini italiani quest’anno a Natale mangeranno il “PANETTONE” e spero che nel 2014 ne possano mangiare anche due comprandoli con il loro dignitoso lavoro”. Al Presidente Letta potrà arrivare il panettone in omaggio e potrà magari dirottarne qualcuno ai colleghi di governo ma non deve sfuggire che non di un panettone ma di un panino hanno bisogno gli italiani disoccupati, sottooccupati,titolari di pensioni minime,i nonni che, privandosi di una tazza di latte o di un farmaco, passano la paghetta ai nipoti sperando che non si allontanino da un percorso normale di vita. Se al Presidente Letta coloro che preparano la rassegna stampa giornalmente mostrassero la vera e reale cronaca fatta di gente che muore di fame, di artigiani ed operai disoccupati,di diplomati e laureati in cerca di prima occupazione, di licenziati senza copertura assicurativa, di giovani e meno giovani che hanno perduta la speranza non del domani ma dell’oggi, di donne anziane che raccolgono nei mercati rionali frutta e verdura marcia,di persone che dormono sui marciapiedi e negli androni dei palazzi, di intere famiglie che giornalmente trovano un piatto di pasta o di minestra presso la mensa della caritas, della parrocchia o di associazioni di volontariato, forse non avrebbe parlato con un tono trionfalistico. L’aver governato come sulle montagne russe potrà forse far meritare l’attributo “equilibrista” ma non quello di “ uomo di Stato”.Chi governa deve essere capace non solo di mangiare il panettone ma di mettere anche gli atri nelle condizioni di poter mangiare un piatto di pasta con il proprio lavoro e non con la politica,con rimborsi elettorali, con le tangenti, con le prebende e con il fumo negli occhi della modifica del finanziamento pubblico ai partiti. Perché con decreto legge non si modifica la legge sul lavoro o l’introduzione del salario minimo? Dove prendere i soldi? Là dove sono, tassando fondazioni e non facendo regalie ai gestori di gioco d’azzardo e speculatori finanziari. Un governo di sinistra come quello attuale non può non sapere dove sono le risorse necessarie e sufficienti per risanare il debito pubblico e mettere in moto l’economia. Gli economisti di tutto rispetto di cui il governo può avvalersi sanno bene come fare. L’alibi della borghesia economica tutelata e garantita da Berlusconi e dintorni è finito o anche la sinistra soffre di sindrome berlusconiana? Se così è a capo d’anno si serva al Governo il viatico e non il panettone.18 dicembre 2013 francesco amoroso,uomo qualunque

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