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Fuori dall'euro

Nell'articolo "Italia fuori dall'euro" si riportano, giustamente, una serie di ripercussioni negative che subirebbero i cittadini italiani e le casse dello Stato a causa della inevitabile svalutazione della nuova lira rispetto all’euro(20 – 30% sono le stime ricorrenti). Ma l’articolo non cita alcuni vantaggi, tra cui: 1. Il denaro potrebbe essere stampato direttamente dallo Stato, invece che dalla BCE e dalla Banca d’Italia, come avviene per l’euro, con un vantaggio economico enorme (ho letto – e non ho motivo di dubitare sulla veridicità delle informazioni – che attualmente lo Stato acquista il denaro da BCE e BdI pagandolo profumatamente con titoli di Stato che, peraltro, le Banche non inscrivono nei bilanci come posta attiva, ma addirittura come “debito”, eludendo le imposte per milioni di euro). 2. Si ridurrebbero moltissimo gli acquisti di beni e servizi dall’estero che sono regolarmente prodotti in Italia ma costano di più (come le olive dal Nord Africa, il pesce dal Sud America e i servizi di ingegneria dall’India…) a vantaggio dei produttori locali (ed anche della qualità…). I nostri governanti dovrebbero però avere il coraggio di sbattere i pugni sul tavolo e imporre ai partner europei di smetterla con l’insulsa politica attuata fino ad ora o minacciare di cominciare, già da domani, a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici in lire ed emettere titoli di Stato in lire. Ma, come diceva John Belushi nei Blues Brothers, “quando il gioco si fa duro i duri entrano in gioco…” e non mi pare di vedere “duri” tra i nostri governanti…

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