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LA SOTTILE DIFFERENZA TRA L’ESSERE BUONI E L’ESSERE SCIOCCHI!

Questione di bocca… Caro direttore, in questi giorni i mass media hanno riportato con assiduità talune notizie, ignorandone completamente altre molto simili ed altrettanto gravi. Questo mi ha portato a fare una considerazione su quanto, noi Italiani, possiamo essere buoni o quanto possiamo essere stupidi, quanto ci piaccia, o meglio quanto a taluni piaccia riempirsi la bocca con del falso buonismo, con un mare di ipocrisia! Vengo dunque a narrarle i fatti. Palermo, mancano pochi giorni al Natale ed un povero operaio edile non riuscendo a sfamare la famiglia, perché disoccupato, decide di suicidarsi. Nessuno ne parla perché in Italia ogni giorno un imprenditore , un operaio o un disoccupato che non hanno di che sfamare le bocche dei propri cari, scelgono di porre fine alla propria disperazione. Nessuno ne parla perché un Italiano che muore non fa più notizia, non riempie la bocca di buonismo. Nelle stesse ore a Roma, in un centro di prima accoglienza, una decina di immigrati magrebini, in Italia perché nel loro Paese non avevano di che mangiare, di che riempirsi la bocca, decidono di attuare una forma di protesta alquanto particolare. Si procurano ago e filo, si cuciono la bocca rifiutando il cibo che questo nostro Stato cattivo gli procura, attuando così uno sciopero della fame. Perché? Perché attuano una forma di disapprovazione che è un insulto a quel povero uomo di Palermo, quel giovane italiano, che il mangiare non ce l'aveva più, che le bocche dei propri cari non le voleva cucire, ma riempire di cibo, quel cibo che a Roma, in un centro d'accoglienza viene buttato perché rifiutato. Già, perché lo fanno? Perché l'Italia, perché il Paese che li ha accolti e salvati dalla fame, da una probabile morte, si permette di trattenerli troppo a lungo in una struttura, certo con vitto ed alloggio pagati, ma privandoli temporaneamente della libertà per il tempo necessario alla nostra, lunga, burocrazia per poterli identificare. Ed allora ecco che tutti i telegiornali, tutti i giornali sottolineino la sofferenza di questi poveri uomini con la bocca cucita, tutti però ignorano i poveri familiari di Salvatore, Carlo, Franco, Calogero, Enrico, Gianni e di tutti quello che sono rimasti senza lavoro, senza i loro cari, con tante lacrime negli occhi e tanta voglia non di cucirla quella bocca ma di aprirla per gridare la propria sofferenza, di fare aprire quella bocca ai propri cari...per riempirla di cibo !!! Voi che mi leggete, mi raccomando...non proferite parola, "bocche cucite", siamo in Italia il Paese dei buonisti, chi dice la verità è razzista! Massimo Bessone Consigliere Lega Nord Bressanone BZ

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