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La più grande "storia" mai raccontata

Chi arriva a governare ha, tra gli altri, l'enorme vantaggio di poter gestire senza dover rendere conto a nessuno gli 800 miliardi di euro che ogni anno i cittadini versano sotto forma di imposte e tasse. E' inebriante vedere ogni giorno affluire miliardi da poter spendere, dissipare, regalare a fondazioni e enti creati appositamente, da elargire ad amici e parenti sotto forma di privilegi di ogni genere. Miliardi per effettuare gli acquisti senza regole e limiti nell'ambito sanitario. Dopo aver riservato il meno possibile ai servizi essenziali per la gente, tutto il resto è affidato alla fantasia creativa di chi amministra la spesa pubblica, regioni in prima fila. C'è però un pensiero angosciante che assilla i gestori del potere, che il gettito possa diminuire e si prospetti la terribile eventualità di dover limitare le spese pazze. Queste finissime menti oltre 10 anni fa hanno trovato la soluzione per aumentare il livello degli introiti, distraendo l'attenzione dagli sperperi. Qualcuno ha proposto: " Definiamo l'Italia come il paese in cui l'evasione fiscale è la più elevata al mondo, inventiamo anche una cifra, 130-180 miliardi, scritturiamo attori, giornalisti, presentatori, disposti ogni giorno a ripetere che tutti i problemi che ci riguardano sono dovuti alla grande piaga dell'evasione fiscale ed è urgente adottare subito severissimi provvedimenti". Un'idea molto brillante, in quanto ha permesso di nascondere gli sprechi enormi di denaro pubblico e di preparare il terreno a provvedimenti illiberali, alla distruzione della privacy, all'avvento di agenzie di riscossione strutturate su modello gestapo. Qualche esempio. Un noto conduttore televisivo inculcava nei telespettatori la convinzione che era assolutamente necessario per il bene di tutti rendere conto di ogni azione compiuta nella vita privata e di ogni acquisto effettuato. Un intrattenitore radiofonico ha annunciato con enfasi: " Finalmente lo stato potrà entrare nei conti correnti di tutti i cittadini". Poi i comunicati finalizzati a rendere noto che i gioiellieri dichiarano un reddito inferiore agli impiegati, tralasciando di dire che alla categoria degli "impiegati" appartengono anche dirigenti regionali con stipendi da 250.000 euro e alti funzionari dell’amministrazione pubblica da 650.000 euro l'anno. Una grande manipolazione organizzata per mettere gli Italiani uno contro l'altro e per far passare in secondo piano la corruzione e lo spreco che stanno divampando nei piani alti della pubblica amministrazione. L' operazione è pienamente riuscita in quanto gli introiti dello stato sono passati dai 600 miliardi del 2001 agli 800 miliardi del 2012. Ma ha anche dato un consistente contributo all’attuale crisi, in quanto la gente sapendo di essere controllata ha limitato i consumi. Basti pensare al settore auto, letteralmente colato a picco, con chiusura di migliaia di concessionarie e perdita conseguente di posti di lavoro. Abbiamo ascoltato e creduto per anni ad una ben orchestrata "storia", ora è il momento di scoprire la verità. In Italia ci sono grandi e piccoli evasori, come d'altronde in tutti i paesi d’Europa, che non pagano le tasse a svantaggio degli altri cittadini. Lo stato però non perde un centesimo perché se le entrate si abbassano vengono aumentate le aliquote o inventate nuove imposte e tutto quello che si recupera dal contrasto all'evasione non viene mai restituito ai contribuenti ma utilizzato al fine di finanziare ogni genere di inutili sprechi. Il fenomeno dell'evasione è stato ingigantito ad arte per poter giustificare e fare accettare la schedatura dei cittadini. Una perdita di libertà che ci allontana dalla democrazia e ci avvicina alla dittatura non sarebbe mai stata ammessa senza la forte pressione psicologica di una lotta senza quartiere all' evasione fiscale da realizzare con qualsiasi mezzo. Ed anche l'intrusione indiscriminata nei conti correnti al fine di preparare il prelievo forzoso, fortemente voluto dalla Germania, sarebbe stata difficilmente motivabile. Ora questi signori, dopo aver condotto il Paese alla rovina per loro esclusiva colpa, invece di liberarci della loro presenza, unica vera soluzione alla rinascita dell'Italia, ricominciano con la solita litania, accollando la responsabilità di ogni grave problema attuale agli Italiani che non pagano le tasse.(Versano 800 miliardi ogni anno!) Non offriamo la possibilità di ammaestrarci anche questa volta. E’ giunta l'ora di uscire dai luoghi comuni costruiti da governanti e media e di affermare con coraggio: "Basta con i sistemi medioevali di privazione della libertà di azione del cittadino contrabbandati con la valigia diplomatica della lotta all’evasione fiscale! Eliminate piuttosto i vergognosi e provocatori rimborsi ai consiglieri regionali!"

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