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Non possiamo più permetterglielo!

Quando ascoltiamo le dichiarazioni rilasciate da governanti regionali e nazionali non ci stupisce più il fatto che promettano di abbassare le tasse mentre in realtà le stanno aumentando attraverso una sommatoria di balzelli sommersi. E neanche ci meraviglia che stiano annunciando la fine della crisi e l'inizio della ripresa quando la disoccupazione sta aumentando e la povertà si sta diffondendo a macchia d'olio, ma sembra inaudito che questa gente esibisca l'atteggiamento di chi è fermamente convinto di poter esercitare ancora per anni un potere che gli deriva da un sistema marcio dalle fondamenta, il cui motore è un'imposizione fiscale, innalzata continuamente, che avvinghia con i suoi tentacoli ogni sostanza dei cittadini. Parlano di future scadenze, di impegni da rispettare con l'Unione europea, di 2015, 2016, con grande sicurezza, facendo intendere che saranno sempre e solo loro a decidere di noi, non nutrono il minimo dubbio sul fatto che la gente subirà tutti i loro capricci istituzionali senza proteste e commenti. La differenza tra democrazia e dittatura sta nella possibilità data ai cittadini di ribaltare situazioni come queste. Su oltre 60 milioni di Italiani, poco più di un milione ha in mano il vero potere, quello di gestire i centri di spesa. Donne e uomini disseminati nelle regioni, negli enti locali, nelle municipalizzate, in ogni organismo che gestisce denaro pubblico. Sono intoccabili amici di chi governa, per questo qualsiasi tentativo di spending review è andato a vuoto e sempre fallirà. Per salvaguardare i privilegi di un milione di persone a danno di altri 59 milioni, il nostro Paese sta andando a picco. Le industrie stanno chiudendo perche non reggono più una pressione fiscale che sta superando di gran lunga il 60%. Un clima di sfiducia si sta diffondendo, nessuno si arrischia più ad intraprendere, trovare un' occupazione sta diventando ormai solo un miraggio, si sta ripetendo il fenomeno dell'emigrazione che ha sempre accompagnato i tempi bui per il nostro Paese. Gli Italiani assistono impotenti al graduale esproprio di quanto posseggono al fine di alimentare un mostro burocratico che brucia e sperpera soldi. E i gestori della spesa pubblica? Mostrano la disinvoltura, la padronanza e la progettualità di coloro che si sentono inattaccabili e irremovibili, e continuano a inventare sistemi per colpire libertà ed averi della gente. Non possiamo più permetterglielo.

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