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Nobili, si fa per dire

Caro Direttore: Spesso "hanno più nomi che idee in testa" (citando una battuta del povero Gianfranco Funari), sono nobili assai spesso come i "conti di Ciampino", ovvero con titoli acquisiti all'ultimo minuto prima della fuga di Umberto 2° mentre scappava a Lisbona, sono nobili o figli di nobili che con la vera nobiltà d'animo non hanno nulla a che fare, sono nobili da biglietto da visita o da parata, con nomi e titoli roboanti e altisonanti, poi quello che conta per loro veramente è di solito il vile denaro che incassano quasi di malavoglia, con la puzza sotto il naso, quasi fosse un fastidio, ma che però incassano e... pretendono. Se l'ex PDL ha un minimo di arretrati da pagare aizzano subito i loro avvocati per incamerare il contante, altrimenti sfratto, senza pietà. A volte sono anche spudorati e negano l'evidenza come (preparatevi a fare notte): Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria di Savoia, come? No, non è un battaglione, è uno solo, non è altro che quel coglione di Vittorio Emanuele, quello che pretendeva il trono di re d'Italia, quello che ha ammazzato un diciannovenne tedesco che dormiva in una barca vicino alla sua, quello che voleva fare sacchi di soldi col gioco d'azzardo e che al telefono diceva di aver fregato i giudici nel processo per omicidio. Bella nobiltà, bella davvero, molto simile a quella degli attuali padroni del principato di Monaco che conducono vite da nababbi per merito dei lasciti di illustri antenati che esercitavano a quei tempi l'onesta professione del: "pirata".

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