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USCIRE DALL'EURO PER EVITARE L'AGONIA

Gentile Direttore, ecco due letture che giovano alla comprensione di ciò che ci sta accadendo intorno. "Il tramonto dell’euro" e "Crisi finanziaria e governo dell'economia" di Alberto Bagnai, che si possono acquisire in modo facile e gratuito dalla Rete attraverso i più comuni motori di ricerca sono trattazioni chiare e illuminantì dei fenomeni macroeconomici associati alla crisi dell'eurozona, delle loro cause e concause, alla luce della teoria delle Aree Valutarie Ottimali. L'unità monetaria ha rappresentato un obiettivo ambizioso per i Paesi europei, una sfida che poteva anche essere vinta, magari, come si suol dire, "buttando il cuore oltre l'ostacolo", ma che, per essere vinta, richiedeva determinate condizioni. La speranza era che queste condizioni si potessero creare strada facendo, cioè in corso d'opera, ma la realtà è stata un'altra. Si è pensato che, utilizzando tutti una stessa moneta e alcune regole comuni, per ciò stesso le economie dei Paesi coinvolti dovessero raggiungere in modo naturale una sufficiente uniformità, tale da permettere la stabilità del sistema. Le teorie economiche (quelle espresse da John Maynard Keynes negli anni Trenta e quella delle aree valutarie ottimali, che risale agli anni Sessanta) inducevano invece a pensare che si stesse mettendo il carro davanti ai buoi e che le regole concordate non conducessero a una maggiore uniformità delle economie, ma avessero piuttosto una valenza opposta, acuendo le differenze e le divaricazioni. Ciò che stiamo osservando ora è l'esatta previsione che, nelle condizioni in cui il sistema si trovava e tuttora si trova a operare, discendeva in modo chiaro e lineare dalle citate teorie, peraltro già consolidate e avvalorate dai fatti a prescindere dal "caso euro". Si vuole in tutti i modi nascondere che è stato commesso un grossolano errore metodologico e di valutazione, e ciò non costituisce un fatto positivo. D'altra parte, anche volendo, e cioè anche riconoscendo l'errore, non si sarebbe ora in grado di mettere in campo regole diverse, finalizzate a diminuire il divario tra le diverse aree economiche che condividono la stessa moneta. Il sistema euro è dunque destinato a implodere, e con esso le economie dei Paesi che più sono stati penalizzati da regole deleterie nelle condizioni in cui sono state applicate. Meglio un'uscita dall'euro pianificata e concordata, finalizzata a limitare i danni, che un'uscita obbligata e tardiva, dopo che l'euro e le regole connesse ci avranno ridottì alla povertà. Con i più cordiali saluti.

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