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Lettera aperta a Matteo Renzi

Egregio Segretario, lei è fiorentino e da Firenze hanno preso avvio alcuni dei (rari) momenti di vero pregio della nostra Storia. Ergo. Dedico a lei ed alla mia fiducia nelle sue reali intenzioni (sarà ben riposta?) il testo seguente, breve sintesi del discorso tenuto nel 1986 a Pretoria, in occasione della consegna di un importante premio letterario, da Breyten Breytenbach, scrittore ed attivista sudafricano anti apartheid, vittima di pelle bianca dell’intolleranza razzista. Mi sembra che il respiro universale delle sue straordinarie, profetiche parole s’intoni perfettamente anche con l’attuale realtà della nostra Nazione, se valutato nell’ottica di un auspicabile risveglio della coscienza in ognuno di noi. “Ho tentato di parlare della morte, metaforica e reale, che regna in questo Paese. Ma esiste un’alternativa. Ce la indica l’esempio eroico di gente che lotta da sola, con le proprie forze, contro lo sfruttamento ed il razzismo. Il nostro posto è accanto a loro. Non lasciate che si arrivi al punto in cui si potrà soffocare (l’apartheid) solo nel sangue. Io rifiuto la teoria fatalista della predestinazione. La gente di questo Paese - tutta - trasformerà la sua realtà, non senza dolore, attraverso l’azione economica politica sociale culturale (…). Non voltate le spalle al futuro, non aspettate che sia troppo tardi. Un ottimismo paziente ma rivoluzionario. Dovremo approfondire la riflessione, ampliare la consapevolezza, raffinare la coscienza, sviluppare un etica della resistenza: non abbiamo altra scelta. MA IL MOMENTO È ORA.” (da “Le confessioni di un terrorista albino”, di B. Breytenbach - 2010, Alet Ediz.) Dunque, caro segretario, al lavoro! Con cordialità e fiducia Claudio Buttura

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