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EVASIONE FISCALE

EVASIONE FISCALE Da quando una classe politica poco lungimirante e non meritevole di guidare una grande nazione, perché attentissima a cercare il consenso a tutti costi, nel 1973 (governo Rumor) concesse privilegiatissime condizioni per andare in pensione, in pratica da appena 14 anni sei mesi ed un giorno di lavoro, milioni di lavoratori hanno “ approfittato “ della meravigliosa ma immorale regalia. La pensione è concessa con il sistema a ripartizione, in base al quale sono pagate con i contributi di chi è in servizio e quindi l’obbligo pensionistico è ripartito sui lavoratori attuali. La concomitante combinazione tra il sistema economico in peggioramento, (non c’è nessuna ripresa economica) con il numero d’occupati in diminuzione, e dall’altra l'aumento del numero dei pensionati ed il livello medio dei trattamenti pensionistici in continua ascesa, porta a versare insostenibili contributi correnti necessari a pagare le pensioni. Possiamo chiamare questa trovata una grave iniquità, o una famigerata Catena di S. Antonio che premia prodigiosamente i primi beneficiari e che lascia con il cerino in mano ed in miseria gli ultimi? Mentre oggi a 30, 35 anni non si è ancora entrati nel mondo del lavoro, in precedenza, altri andavano già in pensione con un assegno mensile pari quasi allo stipendio, introitando per sempre, vitalizi superiori del 300% e oltre in relazione a quello che avevano versato. Aggiungiamo che in quiescenza questi signori evitano i traumi e le fatiche del lavoro e i rischi e gli stress che devono sopportare attualmente tutti gli altri mortali che raggiungono il posto di lavoro, fattori che favoriscono un allungamento della vita, ben superiore alla durata media di 85 anni e quindi a godere d’ulteriori anni di pensione in più rispetto agli altri che lavorano fino a 65 anni.. Con soli 20 anni di lavoro, queste persone hanno un vitalizio di circa 40 o anche 50 anni. Una follia ed una rapina che tutti noi dobbiamo pagare: un vero salasso. A fare i conti della serva, dall’entrata in vigore della famigerata legge ad oggi, lo Stato ha sborsato in più del dovuto, circa 150/180 miliardi d’euro, pari al 15% del debito pubblico corrente. Altrettanti e più ne dovrà sborsare per il futuro, con una media di 9,5 miliardi di €. ( circa 19.000 miliardi delle vecchie lire) l’anno: in pratica una manovra fiscale aggiuntiva annuale per i prossimi 15/20 anni! Questa spesa folle contribuisce a mantenere e ad aumentare il già astronomico debito pubblico che c’è stato rifilato in eredità dai passati venerabili “ padri della patria “! Essi hanno dimostrato di avere una bella faccia tosta nello scaricare vilmente su altri le proprie sciagurate scelte. Sarcasticamente si può dire: grazie mille, una bell’eredità, ma noi n’avremo fatto volentieri a meno. Questo come si deve definire? Privilegio, sortilegio, inevitabile fatalità o immorale spesa pubblica? La prima reale, incontestabile e scandalosa evasione fiscale è questa, sostenuta e legalizzata dallo Stato e sindacati conniventi, che si realizza con queste pensioni inique e con le minori contribuzioni dei baby pensionati. Già, perché questi signori, a 45/50 anni di certo anziani non sono e così spesso arrotondano l’assegno, con lavori in nero. Così creano ulteriori problemi d’inserimento per nuovi lavoratori, attuando, di fatto, una grave concorrenza sleale tra le aziende. Questa situazione realizza una doppia evasione fiscale costituita da riscossione di vitalizi non realmente maturati, da evasione fiscale e contributiva dei pensionati che lavorano in nero e conseguente mancata assunzione di veri dipendenti. Chi vuole assumere, a proprio rischio e pericolo, nuovi lavoratori con tutte le tasse e i contributi relativi da pagare, se in alternativa può contare su discreti e meno costosi collaboratori? Questi privilegiati hanno il coraggio anche di lamentarsi per le a loro dire, basse pensioni. Sentire che la pensione di 1.000, 1.500 o 2.000 €. mensili, che è sicura, intoccabile, indicizzata è da loro considerata un problema di basso reddito, è poco corretto; se fosse vero, come definire uno stipendio di 1.300 €. di un padre di famiglia con moglie e due figli a carico? Con l’aggravante che non è garantito completamente perché con la crisi che c’è potrebbe anche svanire… Il reddito pro capite di questa famiglia si riduce a 325 € il mese a persona. Sottraiamo a questo già misero stipendio le spese di trasporto per recarsi al lavoro e mille altre spese aggiuntive per il mantenimento, l’istruzione ecc… per i figli, che un pantofolaio pensionato non sostiene e si capisce quanta e qual’è la differenza di trattamento. Un abisso incolmabile. Questa famiglia può, a buon diritto, affermare che ha un vero problema di reddito di sopravvivenza! Se si considera che questo padre deve versare all’INPS quasi 7.000 € l’anno per mantenere i pensionati che non hanno versato sufficienti contributi, allora chiedo che questo scandalo finisca! Cosa dovrebbero dire i giovani, e solo i pochi fortunati che lavorano, per stipendi che, mediamente, sono la metà (circa 800 €. ) della cifra corrisposta a questi pensionati? La presente gravissima situazione, simile ad un macigno, una zavorra, una spada che mena fendenti che feriscono il presente ed ancor di più uccidono il futuro dei giovani, deve essere subito neutralizzata. I giovani sostengono il peso di una disoccupazione che arriva al 40%. A loro è tolta ogni minima speranza di un’occupazione stabile che permetta a loro di programmare il futuro, di vivere una vita decorosa, di formarsi una famiglia e con essa la possibilità di mettere al mondo dei figli. La stagnante situazione, la “stabilità” rigor mortis, produce famiglie sempre più povere e culle sempre più vuote per redditi da fame decurtati dal bisogno di sanare l’immane debito pubblico accumulato da veri “bucanieri” e per assicurare vitalizi a milioni e milioni di pensionati “favoriti” e a vitalizi da fiaba assicurati ai boiardi di Stato, come per esempio il signor Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere elettronico della Telecom che ricevere un assegno di ben 91 mila e 337 euro lordi mensili (follia pura !)... e alla sterminata moltitudine di politici e amministratori (senatori, senatori a vita, deputati, e compagnia cantante…) Per la ripresa ed il lavoro, al contrario, non c’è un euro disponibile, perché nessuno dei suddetti privilegiati vuol fare un minimo sacrificio. Le leggi attuali, mediamente, individuano l’età pensionabile dopo circa 40 anni di lavoro (non di vita come in passato) e 65 anni d’età. E’ giusto che per una questione d’equità e di coesione sociale, in uno o due anni si ponga rimedio a questo rovinoso lascito e si porti tutti, sia i futuri sia gli attuali pensionati, allo stesso livello, pagando le pensioni computate con il metodo contributivo. Così facendo si liberano decine di miliardi l’anno meglio impiegabili per creare nuove opportunità lavorative per i giovani e si risparmiano risorse per realizzare una diminuzione dell’abnorme pressione fiscale d’oggi. I signori obbiettano che il loro vitalizio verrebbe dimezzato o anche ridotto ad un terzo. E allora? Attualmente il 38,6% dei pensionati ha redditi fino a 2.000€. mensili. Per quelli che verranno in futuro, la media sarà dimezzata, nonostante essi lavorino il doppio del tempo dei “ privilegiati “ e paghino molte più trattenute. Gli attuali pensionati hanno già goduto anche troppo della regalia del sistema “ retributivo “: è giunto il momento che anch’essi si rassegnino al “ contributivo “ come tutti e rispettino le leggi attuali perché la Costituzione, all’articolo tre recita: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni… “ Non afferma che qualcuno è al disopra della legge o è privilegiato… Moltissimi obbiettano che ci sono dei diritti acquisiti da salvaguardare e che per questo non si possono toccare le rendite attuali. A questo punto, per il passato, ed è già una grandissima concessione, non è pensabile richiedere un rimborso del maldato, ma per il presente e per il futuro questa è la legge, dura legge ma è la legge alla quale si sottopongono tutti i lavoratori d’oggi, che continuano a vedere allontanarsi sempre più il raggiungimento della pensione e assottigliarsi il vitalizio. E’ singolare che si vogliano fare le riforme che devono però essere rispettate sempre e solo dagli altri, da quelli che vengono dopo, mai che siano applicate a tutti, anche a noi stessi. Troppo comodo! Una riforma è tale se è applicata tout court a tutti e subito. Non come le fantomatiche e strombazzate riforme attuali quali, ad esempio, la riduzione del finanziamento ai partiti che non inizia oggi, ma partirà in futuro, rimandata alle calende greche… Paragrafando Giacobbo “ equità, riduzione, risparmio, ecc…, tutto questo ed altro in Italia. Si, ma tra un attimo, dopo la pubblicità. “ Solo che in politica gli attimi si dilatano e diventano mesi, anni, lustri, decenni… Intanto i partiti si spartiscono milioni e milioni di euro e poi vediamo come va a finire quando passa tra mani bucate un fiume di danaro non guadagnato con fatica, non sudato…quante spese ridicole, quante spese allucinanti e quanti, una miriade, politici e amministratori sotto inchiesta per danno erariale ed altre amenità simili.

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