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IN ITALIA SI LEGGE POCO O PUNTO.

IN ITALIA SI LEGGE POCO O PUNTO. Ci si lamenta, perché in Italia non si legge, senza rendersi conto dei costi e della mancanza di nostri scrittori. Faccio un esempio: quando nel Bel Paese regnava ancora la lira, una persona che disponeva di ITL. 2.500.000.= si poteva permettere tre, quattro volumi il mese, sia saggi sia romanzi, che non costavano più di ITL. 20.000.= ciascuno. Oggi, dopo la grande trovata di euro, ringraziamo Prodi, la stessa persona ha € 1.250,00, in altre parole la metà, mentre gli stessi libri, a non meno di € 20,00 ciascuno, costano il doppio. E questo, come ben sa, non vale solo per i libri e la cultura che da noi è più incultura. Le grandi case, invece di lamentarsi, propongano cultura a prezzi possibili. E’ un po’ come quando si parla di “salari” ai dipendenti di Montecitorio: uno stenografo guadagna x. Invece di criticare fateci conoscere quanto incassa, per lo stesso lavoro, in Francia, Germania, nel Regno Unito in USA, in Russia ecc. In altre parole, quanto costa un romanzo di grido i quei paesi che ho appena ricordato? Solo cosi si possono fare raffronti. Per finire, ho letto di uno svizzero che si lamenta di noi perché spesso qualcuno definisce gli abitanti della confederazione: “svizzeri di m…” Preciso, molto sinceramente, che gli svizzeri mi sono simpatici per tante ragioni, mentre quel primo cittadino di Berna, che ha detto un sacco di stupidaggini come una Boldrini qualsiasi, non è un semplice cittadino, che può anche dire delle cretinate: è un sindaco.

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