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Riforme; si ma quali?

Siamo nel 2014 ormai la nostra classe dirigente ha fallito, già da diversi anni si assiste impotenti ad un depauperamento delle nostre migliori menti che vista la continua crisi che perdura nel nostro paese sono costretti a emigrare. I governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi non hanno fatto che inasprire il regime fiscale, con la storia della stabilità ci hanno indottrinato specificando nel che noi dovevamo fare lacrime sangue, ma nel contempo le loro tasche sempre più rigonfie, hanno minato la credibilità di questa classe politica dirigente, ma sopratutto della nostra Italia. È dall’epoca di Tangentopoli che non si vedeva una classe così abietta, miope e corrotta che non guarda al bene della collettività di Cittadini ma guarda soltanto al proprio tornaconto economico e sociale. Ormai si assiste impotenti a pensionati di lusso che dopo aver dismesso i panni di lavoratori assumono quelle di manager di Stato o di amministratori di enti pubblici, in barba alla famosa giustizia sociale che tanto ha allietato i discorsi dei vari leader di partito. Ormai la misura è colma! Si sente spesso parlare di riforme istituzionali, ma invece di farle si continua a tassare per spremere come limoni il popolo italiano, in barba a qualunque teoria economica che vuole che all’aumentare delle tasse corrisponda sia una diminuzione dei pagamenti sia una diminuzione degli introiti fiscali. Si potrebbe tranquillamente vivere di turismo. Il nostro paese è la culla del turismo per eccellenza dove ogni anno si riversano frotte di turisti assetate di cultura e di conoscenza ed invece trovano sempre più spesso sbarrate le porte dei vari monumenti dei vari musei e delle varie attrazioni di interesse non solo nazionali ma anche internazionali; è ora di finirla. Un altro settore strategico è l’energia. Un settore ormai martoriato da tasse, balzelli e soprattasse che ci hanno fatto diventare la pecora nera dell’Europa se non del mondo intero. In questo settore noi abbiamo il prezzo dell’energia più caro del 35% rispetto alla media europea ed invece di fare qualcosa lo affossiamo ancora di più con accise anacronistiche. Si potrebbero costruire dei dissociatori molecolari che trasformando i rifiuti in energia o in materie prime (noi ne importiamo oltre il 40%) farebbero dell’Italia un esempio virtuoso non solo nell’Europa ma sicuramente nel mondo intero ed invece ancora per quella miopia che ho citato poc’anzi, siamo sempre più indebitati per acquistare materie prime e continuiamo con le discariche. Altro settore non meno importante è l’industria. Nel dopoguerra eravamo una delle potenze migliori e più industrializzati del mondo adesso invece grazie ai governi Monti prima e Letta dopo siamo ridotti a fanalino d’Europa. A che serve tassare ancora e spremere il popolo italiano quando il benessere di una nazione si misura nella sua capacità di esprimere leader all’altezza della situazione e nel contempo avere una politica energetica e industriale similare a quella messa in piedi dalla stessa Italia nel secondo dopoguerra? Serve un nuovo miracolo economico che possa gettare le basi per un rinnovato interesse non solo degli investitori internazionali ma anche dei cittadini di questa Repubblica ormai tanto bistrattati e spremuti; il limone al confronto sarebbe ancora un frutto da mangiare. Riusciremo come cittadini ad imporci in questo groviglio di politicanti da quattro soldi dove il loro bene primario è la conservazione del potere? Andreotti soleva dire “il potere logora chi non ce l’ha”! Io la cambierei in “il potere logora chi lo perde” perché non c’è più animale pericoloso di un animale ferito.

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