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Le contradizioni in Italia

Caro Direttore, dei colleghi di lavoro mi hanno chiesto com'è di fatto la vita in Italia e se è una democrazia compiuta. Mi si è gelato il sangue nelle vene essendo necessaria una risposta impegnativa di difficile formulazione; forse più facile spiegare ad un alunno delle medie come risolvere un'equazione cubica. L'Italia è un insieme di contraddizioni, ove vive una moltitudine di genti generosissime e nel contempo opportuniste. Nel fondo dell'animo vige una radicata anarchia mescolata, a volte, ad un forte senso del dovere e dello stato. Si veda l'impegno al pagamento di ogni tipo di tassazione imposta a dai governanti di turno. Il popolo protesta ma, poi corre alla posta o in banca a versare l'imposta. Il popolo è credente e ateo nello stesso tempo. Protesta per l'arrivo di migliaia di africani o mediorientali ma gareggia per salvarli dal mare in burrasca o dal mare piatto. Poi, per tutta risposta riceve delle pernacchie in faccia dai beneficiati e perseverante continua nell'opera di umanità. Il potere è esercitato da una forte burocrazia e da una onnipotente magistratura che decide, motu proprio, come e quali processi condurre e lasciare altri in archivio per decine d'anni, a seconda della convenienza politica loro. Sbraita quando l'Europa richiama al dovere il popolo nell'applicazione di un dettame comunitario e non rispetta le condanne che loro stessi hanno subito dalla corte europea. Inoltre il potere è fortemente in mano alle banche e alla finanza. Gli enti di stato, a loro piacimento, ignorano le leggi dello stato. Si pensi quanti sono gli uffici pubblici che non accettano l'autodichiarazione di un cittadino adducendo mille e un motivo. Qui mi fermo per non tediare nessuno e no ripetere cose scontate. Ad maiora Cenzor

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