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Cala lo spread. A cosa è dovuto? Stiamo risparmiando ?

Dalle analisi che seguono , si conclude che la riduzione dello spread non è dovuta ai sacrifici fatti dagli italiani che hanno permesso l’ uscita dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, e che non stiamo risparmiando ai Livelli del Luglio 2011, come si concluderebbe erroneamente se ci si ferma al solo valore dello spread oggi paragonato a Luglio 2011, nè stiamo risparmiando rispetto alle previsioni di costo interessi del 2014contenute nel Documento di Economia e Finanza aggiornato a Settembre. a) A cosa è dovuta la riduzione dello spread ? Ieri lo spread tra i titoli di stato italiani ed i Bund tedeschi si è ridotto a 197 punti, cioè ad un livello che non si riscontrava da Luglio 2011. Ieri lo spread dei titoli spagnoli si è ridotto a 192 punti, pur essendo stato da Giugno 2013 quasi sempre più alto di quello italiano. L’ Italia è uscita dalla procedura di infrazione per eccesso di deficit dal Maggio 2013 e la Spagna no. Pertanto la discesa dello spread non sembra dipendere dal mantenimento o meno del deficit di bilancio del 3% annuo. Va anche ricordato che lo spread diminuisce man mano che aumenta l’ interesse pagato dalla Germania sui propri titoli, esattamente come sta accadendo in questo momento. Ne consegue che la causa della riduzione dello spread è dovuta a due effetti, di cui la prima componente è la riduzione della speculazione sui titoli europei , e la seconda dipende dal fatto che l’ interesse tedesco sui propri titoli è raddoppiato ( è oggi a 1,95%, con lo spread a 197, mentre a inizio Maggio 2013, il rendimento del Bund era 1,38, con spread a 271. Pertanto nel periodo dell’ ultimo governo, vi è stata una componente di riduzione dello spread di 57 punti dovuta esclusivamente al rialzo dei tassi tedeschi.Se questa componente non vi fosse stata, lo spread sarebbe oggi a 254, ossia poco meno di quello di Maggio 2013, a conferma della scarsa influenza delle politiche governative di questo periodo sullo spread. b) Stiamo risparmiando ? Il risparmio può essere conteggiato in due modi, o rispetto a quanto si pagava in precedenza, o rispetto a quanto si era previsto di pagare. Il risparmio che si deve conteggiare, non è legato allo spread ma a due componenti, e cioè l’ interesse nominale assoluto che si paga in un determinato periodo , e l’ inflazione di quello stesso periodo, esattamente come avviene quando si paragona il ritorno reale di un investimento. • Risparmio rispetto al passato Ieri il rendimento assoluto dei titoli di stato italiani ( con lo spread attestatosi a 197) è stato pari a 3,93%. L’ inflazione media del 2013 è stata pari a 1,2 %,pertanto il rendimento reale per l’ investitore , ed il costo reale per lo stato è oggi pari a 2,71% Nel Luglio 2011, il rendimento era pari a 4,7% e l’ inflazione 2011 era pari a 2,7%, pertanto ,il costo era pari 2% .rispetto a Luglio 2011, lo stato italiano sta pagando ben 0,71% in più ( =2,71%-2%). Se invece volessimo paragonare cosa succedeva a Maggio 2013, essendo il tasso assoluto pari al 3,9% al momento dell’ insediamento del nuovo governo, ossia pari a quello di oggi, non vi è alcun risparmio. • Risparmio rispetto alle previsioni Le previsioni sono contenute all’ interno del DEF (Documento di Economia e Finanza), elaborato dal Ministero dell’ Economia,in Aprile 2013, variato a Settembre con la Nota di Aggiornamento al DEF stesso ( le cui conseguenze sono contenute nella Legge di Stabilità).Lo spread inserito nel DEF , per il 2014, era pari a 200 ( a 150 per il 2015 e 100 per il 2016), ma a Settembre il tasso dei Bund era pari a 1,9% .Pertanto , il tasso dei titoli di stato italiani a 10 anni considerato , è stato molto probabilmente 3,9% ( non è specificato nella nota di aggiornamento DEF). E quindi, ai tassi assoluti di oggi (3,93%), non vi sarebbe risparmio e quindi non si liberarerebbero risorse aggiuntive.

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