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salvatore della patria? Non credo

Caro Direttore, dopo il discorso di Fine Anno di Napolitano la sinistra ed il governo si sono sperticati in elogi per il Capo dello Stato magnificandolo quale grande statista e salvatore della Patria. Alla sinistra non sarà parso vero quando ha udito la patetica lettura di alcuni messaggi di cittadini in grosse difficoltà. E' notorio che essa, però solo a parole, ha fatto delle necessità dei deboli la propria bandiera per poi usarle solo per propaganda politica. Sorprende non poco che l'illustre "salvatore" della Patria abbia dimenticato di citare la lettera inviatagli dall'imprenditore Natuzzi titolare della Divani&Divani nella quale denuncia concorrenza sleale e connivenza delle istituzioni e sindacati. Dovrebbe essere ovvio che un'industria vittima di concorrenza sleale, alla quale le istituzioni tutte fino alla magistratura voltano le spalle ed alla quale i sindacati rispondono che il "lavoro in nero degli operai in cassa integrazione non è un loro problema", può soltanto avviarsi verso la chiusura con conseguenti licenziamenti che portano solo ad aumenatre la povertà. Ebbene Napolitano non solo non ha menzionato tale lettera, nella quale avrebbe trovato validi argomenti per richiamare governo, parlamento, magistratura, forze dell'ordine e sindacati, ma non ha nemmeno risposto al signor Natuzzi. Orbene le cose sono due: la lettera si è smarrita nei meandri del Quirinale, oppure il Presidente non ha ritenuto corretto e democratico menzionarla. Da peccatore propendo per la seconda soluzione e ritengo che Napolitano, più che eccelso satista e salvatore della Patria ,sia uno strenuo difensore dello status quo e, soprattutto, dell'egemonia delle caste ricche di privilegi. Cordialmente Leonardo Cecca Rivalta Pc

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