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RENZI HA TOPPATO

Egregio Direttore, più volte le azioni di Renzi hanno stimolato le mie riflessioni e, nell’attesa di una fattiva concretizzazione dei suoi enunciati, sono stato sempre molto indulgente nel giudizio ed attento alla evoluzione delle sue annunciate posizioni politiche. Questa volta, però, penso che il Sindaco di Firenze abbia toppato clamorosamente da un punto di vista umano, politico e di utilitaristico ritorno elettorale. L’istigazione al suicidio politico del buon Fassina si rivela come atto di esasperato cinismo nei riguardi di un giovane onesto, serio e preparato, pur nei limiti di una visione politica troppo vicina all’ortodossia di sinistra, ma proprio per questo rispettabile. Da un punto di vista politico, Renzi smentisce sé stesso e le sue parole di apertura a tutti, con l’affermazione dell’unità del partito e l’apertura a Cuperlo come Presidente del PD, si rivelano palesemente contraddittorie. In terzo luogo, non conosco la forza elettorale di Fassina ma certamente il suo strappo indirizzerà verso una convergenza di intenti dei sostenitori di Fassina con gli oppositori di Renzi. Quindi, da un punto di vista numerico, l’aspirante premier subirà una erosione elettorale, di cui non si può prevederne l’entità, unita alla possibilità, ancora tutta virtuale, di concretizzare in consenso elettorale il consenso delle primarie e sviluppare in effettivi voti per l’elezione a premier i voti ottenuti da esterni al PD. Al di là di tutto, Renzi alla spregiudicatezza delle idee unisce un cinismo spregiudicato nei comportamenti, non altrettanto positivo per la sua figura e per l’autorevolezza che si pretende da un aspirante alla Presidenza del Consiglio. Rimane a Renzi l’appoggio, in corso d’opera, dei giornali di sinistra e non dichiaratamente di sinistra, che gli stanno lastricando la strada verso il potere, e che un po’ contribuiscono ad alimentare un larvato delirio di onnipotenza, a discapito di quella unità della sinistra che, alla luce di questo episodio “Fassina chi?”, rischia di creare un ennesimo schieramento di scissione all’interno del PD. Il tempo darà risposta alle nostre riflessioni. Antonio Mirabile

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