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il mondo dell'istruzione come da copione

Il ministro dell'istruzione ha lanciato un appello per ascoltare ciò che hanno da dire gli italiani riguardo la scuola. Potrebbe essere un'idea interessante, ma credo che non verrà fuori nulla di così eclatante. Aule fatiscenti, soldi che mancano, incapacità professionale da parte di tutti coloro che si sono succeduti al vertice, menefreghismo totale nel preparare in modo competitivo le generazioni future, numero chiuso per alcune facoltà che è un qualcosa veramente deprimente e l'elenco potrebbe continuare all'infinito. Ma il problema non viene solo dall'alto se si scende di qualche gradino c'è tutto un mondo da scoprire. Insegnanti che non hanno affatto bisogno di lavorare, sono proprietari di immobili e potrebbero starsene a casa anzichè occupare un posto pubblico e ne conosco parecchi. Commercialisti che il giorno "lavorano" nella scuola e il pomeriggio vanno allo studio. Docenti che non sono mai presenti perchè hanno altre cose da fare, alcuni non si riesce a mandarli via e non si capisce bene il motivo. Tanto per fare qualche esempio. Inoltre cominciamo a scoprire il come, il perchè e soprattutto chi decide di spendere soldi magari per cose inutili lasciando le priorità. Tutti i ministri cantano la stessa canzone: "Non ci sono i fondi..abbiamo chiesto al governo i soldi necessari per le riforme ecc.." E questo vuol dire gestire un'azienda? Così sono capaci tutti basta avere il denaro e voilà tutto risolto! L'economia di un'azienda è fatta di entrate e uscite e l'equilibrio fra loro è di vitale importanza. Dunque in caso di crisi bisogna arrovellarsi il cervello non dormire la notte fare uscire il coniglio dal cilindro come tantissime persone oggi sono costrette a fare perchè non hanno nessuno a cui chiedere e non hanno nemmeno il tempo di lamentarsi. Buon lavoro, ministro!

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