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Caso Foligno - La Corte Europea condanna l’Italia

Caro Direttore, leggo solo ora l’articolo "Dalla zarina Lorenzetti alle coop rosse: ecco i padrini dell'Umbria", di Marco Petrelli. Il tema è strettamente collegato al seguente comunicato stampa, di cui autorizzo la pubblicazione completa, con firma ed indirizzo mail inclusi. Ringraziamenti e saluti cordiali. Jean Santilli Caso Foligno - La Corte Europea condanna l’Italia Il 17 dicembre 2013, all’unanimità, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per le omissioni del Tribunale Minorenni dell’Umbria, dei Servizi Sociali di Foligno e della Curatrice, tutti preposti a difendere un bambino. L’amicizia di politici di Foligno e della Regione Umbria era stata millantata in modo minaccioso da un "genitore alienante" il quale, da 9 anni, e malgrado due condanne per "maltrattamenti in famiglia" e "minacce", continua a compiere violenze simili sul figlio per impedirgli ogni relazione col "genitore alienato". NON si tratta di un caso di bambino conteso tra genitori separati, ma di un fenomeno comune ed ignorato oggi come ieri erano ignorate le violenze sessuali sulle donne. Gli psichiatri, considerando che il genitore alienante è quasi sempre la madre, parlano di una Sindrome della Madre Malevole caratterizzata, tra l’altro, dalla capacità di "manipolare altre persone che coinvolge in azioni delittuose contro il padre." (Turkat, Journal of Family Violence - 1995). Quel sintomo si ritrova nel caso Foligno? Certo, una ‘Madre Malevole’ aveva millantato l’amicizia di personalità le cui decisioni ed omissioni sono interpretabili come riscontri, ma viceversa il sottobosco politico-amministrativo particolarmente folto dell’Umbria ha favorito la crescita di questo fungo velenoso. Basti pensare che da due anni, la madre si oppone ai trattamenti psicologici e psichiatrici decretati per il bambino, ormai ragazzino, che rimane nella sua custodia esclusiva. L’omissione di cure non è sanzionata dal Tribunale per i Minorenni; la Corte Europea condanna invece l’Italia perché il TM non ha sanzionato il "comportamento manifestamente illegale del genitore con il quale vive il bambino" i cui effetti sono permanenti sulla sua salute e la sua personalità. A difesa delle privacy propria e del figlio, il padre del caso Foligno ha delegato il sottoscritto per dialogare con chiunque, fornire documenti ed offrire un contributo di riflessione su un fenomeno che interpella la nostra società e la nostra civiltà. Grazie dell’attenzione. Jean Santilli Progetto di Legge Santiago jean-santilli@info-net.it Ad illustrazione del caso Foligno, del fenomeno generale e di una strategia per contrastarlo, possiamo fornire i documenti spediti alla Corte Europea e due testi brevi: "Medea – Il caso Foligno" e "Il machismo-medeismo; un sistema chiuso".

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