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raffronto modelli economici

Caro direttore, La Francia vanta un modello economico non prettamente capitalista come il nostro, ma orientato al sociale, e che si esprime con due modalità: il quoziente familiare, primo pilastro della loro invidiabile politica familiare , e il fondo per la natalità che consente alla Francia un'invidiabile record di nascite a livello europeo. Questo fondo viene finanziato per il 65% da contributi a carico delle imprese. Nella presente congiuntura la disoccupazione morde anche in Francia, sia pure in misura minore rispetto all'Italia. Emblematico è stato l'episodio del blocco da parte degli operai nello stabilimento minacciato di dismissione di due dirigenti della Goodyear. Da questo quadro si deduce che il modello economico socialmente più solido rimane quello tedesco di compartecipazione, verso cui sono avviate inizialmente società italiane a capitale pubblico.. In Italia è allo studio anche una parziale liberalizzazione di industrie di primo piano come Snam e Terna. I pareri degli esperti sono tuttavia contrastanti. Vi è chi sostiene che si svendono gioielli di famiglia per ritrovarsi poi al punto di partenza. Fanno poi osservare che il percorso migliore da seguire per ridurre il debito pubblico è un'altro. Vanno eliminate grosse sacche di spreco di denaro pubblico rappresentate da amministrazioni di città come Roma con organici numericamente vicini a quello della Fiat, e regioni con compensi faraonici da tagliare in modo drastico. E ancora paesi formati in gran parte da invalidi. Sono strutture da raddrizzare prima di impostare su basi solide un modello di economia sociale avanzata. Cordialità. Bruno Mardegan - Milano

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