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Confindustria annuncia che nel 2012 il PIL non è diminuito , e il deficit 2013 è stato solo il 2,

Confindustria annuncia che nel 2012 il PIL non è diminuito , e il deficit 2013 è stato solo il 2,7% ? Un pregevole rapporto emesso da due giorni dall’ Ufficio Studi Confindustria,nell’ intento di mostrare il peso della pressione fiscale italiana ed i suoi effetti, rischia di creare una notevole confusione nella valutazione del fenomeno di evasione fiscale in Italia., Difatti , se fosse vero che l’ evasione fiscale 2012 abbia causato una diminuzione di gettito fiscale di 190 Miliardi ,con un aumento di 9 Miliardi dal 2011, le conseguenze sarebbero: • Il 2012 è stato un anno di PIL stabile e non di crisi. Difatti , se vi è stata una crescita di evasione di 9 Miliardi, al tasso medio del 44% della pressione fiscale, il PIL italiano 2011 sarebbe aumentato di 20 Miliardi (il PIL ufficiale 2011 è stato 1.580 e il PIL 2012 è stato 1.560 Miliardi, che, nelle stime ISTA è sempre considerato comprensivo della stessa % del 17% di economia sommersa). Pertanto correggendo Il PIL 2012 stimato dall’ ISTAT, si otterrebbe un PIL 2012 di 1.580 Miliardi, cioè il PIL sarebbe stato uguale al 2011, e quindi stabile. • Il 2012 ha avuto un PIL effettivo molto maggiore di 1.560 Miliardi ufficialmente calcolato dall’ ISTAT .Difatti l’ ISTAT ,come nel paragrafo precedente e secondo le regole contabili europee, aggiunge al PIL misurato, il 17% in più per tener conto della economia sommersa, (La percentuale del 17% è ricavata da uno studio ISTAT emesso nel 2010 per gli anni fino al 2008, come riportato in calce). Pertanto,dovremmo ricalcolare il PIL 2012 tenendo conto della stima di economia sommersa effettuata da Confindustria di ben 432 Miliardi (che comporta una evasione di gettito , al 44% medio di pressione fiscale di 190 Miliardi). L’ economia sommersa inclusa dall’ ISTAT nel PIL 2012, essendo il 17%,è pari a 266 Miliardi, mentre per la nuova stima dovrebbe essere 432 Miliardi e pertanto per cui il PIL italiano 2012 dovrebbe essere corretto in 1.732 Miliardi ( cioè 1.560-266+432). • Il deficit sul PIL nel 2013, non è il 3% previsto,ma il 2,7%. il Governo non si è accorto, che aveva a disposizione altri 5 Miliardi (0,3%) da spendere per ridurre le imposte nel 2013. Se difatti si ipotizza che nel 2013 l’ evasione fiscale sia rimasta uguale al 2012, il PIL 2013, secondo l’ analisi Confindustria,non sarebbe pari, a 1.538, ma a 1.709 Miliardi ( pari a 1.538-261 + 432), e pertanto il deficit non sarebbe del 3%, ma del 2,7%. In effetti le conclusioni irrealistiche a cui si giunge considerando che il gettito evaso sia di 190 Miliardi ( invece dei 130 stimati per il 2013 da Corte dei Conti e da Befera, o dei 120 stimati dall’ ISTAt nel 2010 e presi a base delle statistiche ufficiali italiane sia ISTAT che Banca d’ Italia sul PIL), perdono di valore di fronte alla realtà che è sotto gli occhi di tutti. I ragionamenti dello studio di Confindustria sono tutti validi, a parte la stima dei 190 Miliardi che sta già diventando una realtà di fede, come si è visto nella puntata di ieri di Ballarò, a cui dovrebbe seguire una immediata destituzione dei vertici e del management della Agenzia delle Entrate che recupera solo 12 Miliardi all’ anno. Tale stima di 190 Miliardi di euro, è forse solo per una coincidenza, pari a quella effettuata, non si sa su quali basi, da un analista inglese,Richard Murphy della Tax Research, incaricato nel 2013 dal gruppo dei parlamentari socialisti europei, e che stimò il PIL della economia sommersa italiana in 418 Miliardi, ricavandone perciò una evasione di circa 180 Miliardi. Peccato che Richard Murphy abbia nello stesso rapporto , raddoppiato l’ evasione stimata in UK ( parla di 74 Miliardi di sterline nel 2009 contro la stima della Agenzia delle Entrate inglese,HMRS, di 32 Miliardi), e quindi non goda di alcuna credibilità in Inghilterra dove opera. Luigi Lavorgna, Roma Estratto da rapporto Istat 2010 Statistiche in breve Periodo di riferimento: Anni 2000-2008 Diffuso il: 13 luglio 2010 ________________________________________ L'Istat diffonde le stime aggiornate al 2008 del Pil attribuibile alla parte di economia non osservata costituita dal sommerso economico. Il sommerso economico deriva dall'attività di produzione di beni e servizi che, pur essendo legale, sfugge all'osservazione diretta in quanto connessa al fenomeno della frode fiscale e contributiva. Tale componente è già compresa nella stima del Pil e negli aggregati economici diffusi correntemente dall'Istat il 1° marzo di ogni anno. Nel 2008 il valore aggiunto prodotto nell'area del sommerso economico è compreso tra un minimo di 255 e un massimo 275 miliardi di euro. Il peso dell'economia sommersa è compreso tra il 16,3% e il 17,5% del Pil (nel 2000 era tra 18,2% e 19,1%).

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