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Amici dei miei amici, buona sera!

Caro Direttore: Chi non è più tanto giovane ricorderà "L'amico degli animali", fortunata serie televisiva condotta da Angelo Lombardi quando la "scatola" TV emetteva i primi vagiti dell'unica rete in bianco e nero della mammina RAI. Un simpaticone corpulento coadiuvato da un fido servitore negro (credo si chiamasse Andalù o qualcosa di simile), portava animali di ogni sorta e specie in studio e ne descriveva le caratteristiche. Devo dire che mi piaceva moltissimo quella trasmissione, come mi piacciono moltissimo gli animali, ma non per questo mi sono rincoglionito. Da millenni gli animali sono stati amici o nemici dell'uomo, sono stati su questa terra, vicino a noi e noi uomini che (fino a prova contraria) siamo la razza dominante del pianeta abbiamo cercato di convivere con loro usandoli sul lavoro, cibandocene, odiandoli, amandoli e regolando la loro vita nel bene e nel male. Per migliaia di anni nelle praterie americane i pellerossa non hanno mai coltivato un solo metro di terra, la cacciagione e la pesca erano gli unici modi per sopravvivere e l'essere umano onnivoro e dotato di canini è ancora vivo perché si è cibato in passato di animali. Oggigiorno, uno sparuto e assai agguerrito gruppetto di animalisti crede di poter sovvertire ciò che è stato un elemento base della nostra evoluzione, combatte contro tutto e tutti coloro che "osano" sfiorare un qualsiasi animale ergendosi a baluardo difensivo di diritti animaleschi o bestiali. Ora, fino a che si portano a letto l'ornitorinco o si coccolano il crotalo sono affari loro e delle loro teste bacate, ma quando mettono ostacoli alla ricerca, allora devo dire la mia. La defunta Rita Levi Montalcini, Silvio Garattini, il prof. Guido Francesco Fumagalli e la maggior parte dei veri studiosi di farmacologia asseriscono che la sperimentazione su animali è utile e necessaria alla ricerca. Altra cosa è intervistare biologi, veterinari o gente che vive sul business dell'animale e che per questo motivo distorce le informazioni per interesse personale. Persino quando una malata grave cerca di dire la sua a favore dei ricercatori i dementi "pro-animali ad oltranza" hanno il coraggio di mettere in dubbio le sue parole anteponendo la vita di un topo a quella di una ragazza che soffre e che rischia una brutta fine. Aveva ragione quella vecchia che non voleva mai morire, tutti i giorni se ne sente una nuova.

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