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Ho sognato il mio sindaco leoluca orlando che licenziava i fannulloni

LA CITTA DI PALERMO A PAERDERE Lo scandalo dell'assenteismo di massa alla Rap e la necessità di un elettroshock per il bene della città. Perché agitare gli spettri non basta più. Pensate la soddisfazione se una mattina noi palermitani ci svegliassimo e scoprissimo, dopo lo scandaloso assenteismo di massa del 31 dicembre, che il nostro sindaco non s’è limitato a minacciare a mezzo stampa i dipendenti Rap – “o lavorate o vi licenzio” – ma li ha proprio licenziati, zac, tagliati fuori dall’immeritato lavoro con un colpo di penna (non tutti ovviamente, solo i fannulloni conclamati). Pensate la soddisfazione, sì, di poter gonfiare il petto ed essere fieri di un sindaco che finalmente tira fuori la sua città, la nostra città, dal ricatto a cui ci costringono i lavoratori poltroni che rubacchiano lo stipendio tra un certificato di malattia e un permesso sindacale, tra sotterfugi e omertose complicità. C’è un momento in cui le parole non bastano più, e le minacce sortiscono lo stesso effetto della camomilla. La sensazione forte è che, almeno per una volta, ci sia bisogno di un salto in avanti, di una sorta di elettroshock emotivo e concreto (la perdita del lavoro) da cui non si possa più tornare indietro. Agitare gli spettri non serve più. Attendiamo fiduciosi.

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