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A proposito di diritti umani , di tutela dei minori e di civiltà : la richiesta di grazia di una ma

Gent. mo Direttore, la ringrazio per aver riposto la dovuta attenzione al caso dei miei figli e dato ascolto alle mie parole di madre, per continuare la mia battaglia a difesa e tutela dei diritti negati ai miei bambini di sette e otto anni, oramai richiusi da oltre dieci mesi in una casa famiglia, in un primo momento per la PAS e poi, caduta questa scellerata diagnosi, per motivazioni assurde ed evanescenti. Ebbene, accanto alla mia battaglia legale c’è anche l’appello che rivolgo alle Istituzioni Italiane. Difatti, ho provveduto ad inoltrare una missiva al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al quale chiedo la grazia affinché interceda per l’immediato ritorno a casa dei miei figli, oramai fortemente provati e traumatizzati per le dolorosissime vicissitudini che stanno subendo. Certa che il suo aiuto e la sua attenzione si rinnovino, le invio la lettera appello in oggetto. Grazie. A proposito di diritti umani , di tutela dei minori e di civiltà : la richiesta di grazia di una madre Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica, ho deciso di scriverle dopo aver attentamente ascoltato il suo discorso di fine anno : le sue parole hanno suscitato nel cuore di chi come me - madre profondamente addolorata per le illogiche vicissitudini subite e poste in atto nei confronti dei propri figli, ad opera dei giudici del Tribunale per i Minorenni e della Corte d’Appello di Salerno - crede ancora e nonostante tutto nella giustizia e nel ruolo delle istituzioni italiane. “L’anno che sta per iniziare può e deve essere diverso e migliore (…) Non posso a questo punto fare a meno di sottolineare come nel nuovo anno l’Italia sia anche chiamata a fare la sua parte nella comunità internazionale (…) l’Europa unita ha significato un sempre più ampio riconoscimento di valori e di diritti che determinano la qualità civile delle nostre società. Valori come quelli, nella pratica spesso calpestati (…)Diritti umani, diritti fondamentali : compresi quelli che purtroppo sono negati oggi in Italia a migliaia di detenuti nelle carceri più sovraffollate e degradate.” Diritti e tutela dei Minori reclusi in una casa famiglia, aggiungo io. “ Guardiamo – lasciate che ve lo dica – con serenità e con coraggio al nuovo anno.” Ebbene, con serenità e con coraggio mi accingo a raccontarle e denunciare la storia dei miei figli. Lo scorso 15 Marzo i miei figli di sette e otto anni sono stati forzosamente e traumaticamente trasferiti presso una casa famiglia di Salerno, dopo un blitz nel quale furono usate ben otto auto della polizia. Il video andò in onda su tutti i telegiornali nazionali , fu diffuso anche in rete e fu trattato dalla stampa nazionale. Aveva deciso la collocazione in casa famiglia Il Tribunale per i Minorenni di Salerno sulla scorta di una scellerata CTU che aveva diagnosticato a me e ai miei figli la PAS . I miei figli lamentavano molestie e maltrattamenti compiuti dal padre nei loro confronti e mostravano una irresistibile paura nei suoi confronti. Le Consulenti anziché dare ascolto ai bambini, dare valore alle loro parole chiarissime, alle loro paure, ai risultati positivi di ben due tests che loro stesse avevano fatto (test sulla sessualizzazione precoce e test sui sintomi da stress post traumatici), si sono inventate la diagnosi di PAS. La PAS è notoriamente una malattia scientificamente inesistente (inventata da un folle che giustificava la pedofilia): questo lo dice la sentenza recente della Cassazione n.7041/13, che ha liberato il bambino di Cittadella il quale, come i miei figli, era stato portato in casa famiglia, trascinato sui marciapiedi davanti alla scuola, a causa di una diagnosi di PAS! Dopo 73 giorni di totale isolamento fu stabilito un solo incontro protetto di due ore settimanali fra me e i miei figli, attualmente ancora unica forma di contatto tra noi. Fatto sta che , ancora oggi, dopo dieci mesi di distacco quasi totale dalla presenza materna, i miei figli hanno paura di vedere il padre, temono e rifiutano ogni contatto con lui. . Inoltre, ad oggi, continua ad essere negata loro ogni altra forma di contatto, coinvolgimento e socializzazione quotidiana con parenti ed amichetti; la condivisione di momenti gioiosi e conviviali, quali le feste di compleanno dei compagni di scuola; i loro ambienti familiari quotidiani, gli ambienti ricreativi; compreso lo splendido regalo di Natale che i giudici hanno riservato loro : vivere e celebrare questa ricorrenza, che per eccellenza rappresenta la festa della famiglia, lontano dai loro affetti familiari e dalla loro casa. Nel frattempo, lo scorso luglio, decido di affidare il caso all’avvocato Girolamo Andrea Coffari (l’avvocato che ha indagato sullo scandalo del Forteto e ne rappresenta le parti civili, che ha difeso la mamma del bambino di Cittadella e che è presidente del Movimento per l'Infanzia). Tra settembre e novembre l’ avvocato con un’istanza motivata al Tribunale per i Minorenni prima e alla Corte d’Appello poi, ha dimostrato come la PAS non poteva essere diagnosticata e ha chiesto che i miei figli (non sussistendo più i presupposti del provvedimento) potessero tornare a casa. Ciò che è incredibile è il fatto che La Corte d’Appello, così come il Tribunale per i Minorenni, sono rimasti della loro opinione, hanno respinto le richieste del mio avvocato con delle motivazioni assurde ed evanescenti. Caduta l'ipotesi della PAS infatti la Corte d'Appello ha scritto che la persistenza dentro la casa famiglia dei miei figli era giustificata da una sindrome di obesità (!!!) e dal fatto che io avevo delle labilità psicologiche. Voglio specificare che i miei figli non erano affetti da nessuna sindrome di obesità (che peraltro non esiste e non è stata mai diagnostica) ma erano solo sovrappeso (i bambini hanno iniziato ad aumentare di peso dopo aver dichiarato le violenze subite dal padre) e voglio precisare che affermare che una persona è labile psicologicamente non significa nulla. Ma mi chiedo ha un senso trattenere in casa famiglia dei bambini perché sono in sovrappeso o perché la madre è labile psicologicamente? A tal proposito, tengo a precisare che da oltre vent’anni svolgo la professione di docente: insegno Lingua Inglese presso un istituto superiore di secondo grado nella mia città e sono stimata ed apprezzata da alunni, genitori e da tutto il personale scolastico col quale quotidianamente collaboro; preciso, altresì, che il fatto che io sia labile psicologicamente, oltre che a non significare nulla, è frutto di una affermazione delle stesse consulenti (psicologhe) che avevano diagnosticato la PAS e che non esiste alcuna perizia psichiatrica che affermi che io abbia anche in forma lieve o lievissima qualche tipo di psicopatologia. Ancora, la Corte d’Appello, per giustificare la” reclusione” dei miei piccoli in casa famiglia, così precisa : “ fra i genitori era prevalso l'incentrarsi su sentimenti di rabbia e odio reciproco che ormai lasciavano poco spazio ad altruistiche elaborazioni di genitorialità “. Si tolgono in questo modo e con questi presupposti dei bambini ad una madre in uno stato civile? A me e non solo a me sembra una vera follia. Nell’ultimo decreto di dicembre , inoltre, la Corte d’Appello così scrive: “il quadro complessivo risultante dalla documentazione in atti pone in evidenza che i piccoli non abbiano subito alcun significativo trauma della loro attuale collocazione presso la casa famiglia”. Purtroppo, però, proprio durante l’incontro protetto immediatamente successivo a questo decreto, i miei figli, in un interminabile e straziante pianto durato circa un’ora, hanno pronunciato ed implorato ripetutamente ed interrottamente frasi come: ”Mamma, voglio morire! Non ce la faccio più! Ti prego non ce la faccio più! Voglio svenire! Mi devi far svenire, mamma! Per cortesia , fammi svenire! Mamma, ti prego, portami all’ospedale! Mamma, voglio andare a casa per sempre!”. Alla luce di quanto sopra esposto mi chiedo: ”Ma di quale rabbia e odio reciproco parla questo Tribunale? Denunciare le condotte illecite di un padre e di un uomo significa provare rabbia e odio oppure chiedere aiuto a chi dovrebbe tutelare “l’interesse dei minori”? Come si può continuare a parlare di rabbia e odio se i rapporti sono stati interrotti da oltre tre anni, dopo esplicita richiesta del padre? I miei figli sono stati deportati in casa famiglia esclusivamente per una CTU che diagnosticava la PAS, nonostante la presenza di importanti indicatori di abuso sessuale : ebbene, alla luce delle nuove motivazioni, allora, cosa ci fanno ancora queste due povere anime innocenti in quella casa famiglia?” Come ho sempre fatto, ho continuato e continuerò a rispettare anche tali ultime disposizioni, seppur non condividendole in quanto assolutamente sganciate dalla oggettiva realtà dei fatti. Come cittadina italiana, persona offesa, nonché denunciata ed indagata per maltrattamenti sui miei figli perché diagnosticatale quella PAS - scientificamente aborrita dalle più accreditate cattedre universitarie e comunque anche disconosciuta alla fine dallo stesso Tribunale per i Minorenni -, mi domando: “Dov’è lo Stato che dovrebbe proteggere e tutelare i minori e le donne vittime di violenza? Possibile che io , donna e madre, dopo aver denunciato tali violenze, sia stata trasformata da vittima in carnefice dalla giustizia minorile ? Perché tanta violenza gratuita sui nostri corpi , violenza alla quale si è aggiunta irragionevolmente anche quella degli ‘addetti ai lavori’ durante l’operazione di prelievo dei bambini? Perché nessuna delle Istituzioni preposte alla tutela dei minori, nel corso di questi tre anni, ha ascoltato e creduto alle nostre disperate richieste di aiuto e non dato il dovuto peso alle indagini , sempre per il bene e la tutela dei bambini? Perché le parole e la volontà dei miei figli non sono mai state rispettate, anzi calpestate, dimenticando quanto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia ? Possibile che il diritto alla bigenitorialità nel “supremo interesse dei minori”, sia stato così crudelmente anteposto al diritto all’integrità psico-fisica e al diritto alla libertà di espressione dei miei figli? ‘In nome del popolo italiano’ mi chiedo: “ Cosa dovrà ancora accadere prima che qualcuno creda alle parole dei miei figli, li rispetti e li renda cittadini tutelati, protetti e finalmente liberi?” . La prego di voler prendere a cuore le sorti dei miei figli (è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro di Grazia e Giustizia e al Ministro della Salute), invocando la sua grazia intercedendo per l’ immediato ritorno presso la loro casa e gli affetti familiari, affinché la luce del loro splendido sorriso innocente possa riprendere ad illuminare i loro volti, troppo precocemente segnati ed intristiti dall’azione puntuale di una giustizia minorile che ha dato eccessivo peso alle fredde carte scritte dagli adulti, dimenticando i sentimenti, il dolore e le parole di due anime innocenti e desiderose di riprendere a vivere la loro infanzia negata. Ringraziandola infinitamente, le porgo i miei auguri di buon anno e di buon lavoro. Donatella Cipriani

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