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Gli appartenenti al Pd continuano a lavorare spinti dall’ideologia e non per l’interesse del paese.

Ci sono cose che non riesco a comprendere e che mi lasciano cadere nella costernazione. Il nuovo segretario del Pd Renzi, a mio avviso, ha commesso un errore offrendo un posto di responsabilità all’interno del partito al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono del parere che essere impegnati responsabilmente su più incarichi finisca per mettere gli interessati nelle condizioni di non riuscire a fare bene nessuna delle attività cui sono stati preposti. Nel caso particolare la suddetta Presidente, dal momento in cui ha vinto le elezioni amministrative, ha fatto prevalere il suo pensiero ideologico rispetto al pragmatismo che il particolare momento del paese avrebbe dovuto suggerire. La sua prima azione è stata quella di investire l’Europa affinchè venisse cancellata ogni iniziativa volta a realizzare il rigassificatore nel golfo di Trieste. In questo modo ha buttato in mare investimenti esteri consistenti ed ha impedito la creazione di un buon numero di posti di lavoro. Ha poi provveduto a distribuire a pioggia contributi agli amici ed a centri cosiddetti “culturali” sperperando, come si usa ormai da tempo, denaro pubblico per sostenere iniziative con scarse ricadute nel sistema economico. Infine, ha sentenziato che la realizzazione di un nuovo elettrodotto (in sostituzione di quelli obsoleti) non rientra nelle priorità strategiche della regione. Per ultimo, sta impegnando le sue energie nello smantellamento di tutto quanto è stato realizzato dalla precedente amministrazione. A questo punto da semplice osservatore mi chiedo se questo sia il modo per pensare al bene del paese. Abbassare il costo dell’energia e garantirne la continuità di produzione dovrebbe essere priorità assoluta a livello nazionale e locale. E’, sicuramente, uno dei modi per abbassare i costi delle imprese. Tutti gli sforzi dovrebbero andare in questa direzione per evitare che imprese importanti del territorio decidano in modo irreversibile di trasferire la produzione e le fabbriche nei paesi vicini (Austria , Serbia). Ritengo ,inoltre, che rimettere in discussione quanto fatto da una precedente amministrazione , di qualsiasi colore essa sia stata, è il modo peggiore di affrontare i problemi del paese. Ricominciare sempre d’accapo ci inchioda al palo e ci fa superare anche da paesi emergenti con ben minori capacità organizzative a produttive. Giovanni Ridinò

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