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All'Italia è appartenuto il primato in campo tecnologico e stilistico negli anni '50 e '60 nel settore automobilistico. Era il Paese del miracolo economico e della grande trasformazione da realtà agricola in una delle maggiori potenze industriali dell' occidente. Le vetture disegnate dai grandi carrozzieri italiani erano inarrivabili e facevano scuola in tutto il mondo. In campo tecnico pensiamo al motore bialbero che equipaggiava vetture di media categoria di grande diffusione mentre all' estero imperversava l' obsoleto sistema ad aste e bilancieri, poi il cambio a 5 marce di serie già dal 1958 sulle nostre auto. Le tanto osannate concorrenti teutoniche ne hanno potuto disporre, come accessorio a richiesta, solo dopo la metà degli anni ' 80. Grande spirito di iniziativa, creatività ed intuito innati erano denominatori comuni di milioni di Italiani che ogni giorno con coraggio e intraprendenza spendevano le loro energie impiantando industrie, attività commerciali e professionali. Emerge ora con forza un interrogativo, come è stato possibile ritrovarsi in una situazione drammatica come l'attuale caratterizzata da deindustrializzazione, disoccupazione, disagio, povertà. Sarebbe facile rispondere che tutto è cambiato, c'è la Cina, la globalizzazione e quindi non si possono fare paragoni con quel periodo. Anche se è vero che hanno avuto luogo grandi trasformazioni, quello che non può essere mutato radicalmente è "un carattere" in grado di offrire il meglio nelle situazioni di difficoltà. E’ merito di questa grande generosa anima dell' Italia se oltre 30 anni fa la crescita aveva assunto un ritmo esponenziale. Sicuramente l'indole, il temperamento i connotati sono oggi quelli di allora e di sempre, siamo "solo" rimasti impigliati nelle trame ordite da gente senza scrupoli, che agisce solo per il proprio tornaconto, lavora indefessamente contro i cittadini al fine di sottrarre loro averi e speranze. E’ giunta l’ora di dimostrare che gli Italiani non hanno subito una mutazione genetica trasformandosi da geniali, attivi, capaci in creduloni, sfiduciati e acritici. Manifestando tutto il dissenso nei confronti di chi si mostra nuovo ma in realtà ripropone i vecchi riti della politica a partire dalle proposte di legge elettorale che prevedono tutte le liste bloccate. Il significato? Di nuovo in parlamento i nominati, cioè quegli autisti, portaborse, badanti, infermieri, baby sitter, guardie del corpo che sono oggi a libro paga dei capipartito e che domani saranno promossi onorevoli. I cittadini vogliono scegliere i loro rappresentati e ciò non potrà mai avvenire con le liste bloccate e i collegi uninominali!

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