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In questa benedetta Italia che riesce sempre a far prevalere il gossip e non le riforme, mi sono permesso di chiedere alla Corte Costituzionale di sciogliere i dubbi manifestati nell'allegato. Sono Certo che non risponderà, e tanto per non restare senza nessun riscontro, chiedo a Lei di darmi un breve segnale di attenzione. A UPR Corte Costituzionale 17/1/2014 Mi appello in modo informale e probabilmente inconsueto alla Vostra autorità per richiedere se un cittadino può ancora contare sulla vostra vigilanza sui vari fenomeni, atteggiamenti e situazioni della vita italiana. Ho notato che l’intervento del vostro alto consesso è limitato quasi esclusivamente a rispondere a precisi quesiti formulati per mezzo della magistratura o altri organi dello stato. Non mi risulta che siano effettuati diligenti e sistematici controlli di “costituzionalità” su fatti concreti della vita pubblica, su interpretazioni distorte e di comodo dei principi costituzionali. L’incostituzionalità delle leggi risulta decretata con esagerato ritardo, tanto da rendere dubbia l’utilità delle delibere e solo su esplicita richiesta di terzi. Per quale motivo non si interviene ad annullare le leggi ed i comportamenti assurdi, illogici e spesso truffaldini in modo diretto. Non ho la pretesa di insegnare nulla e a leggere la Costituzione non mi è chiaro se sia previsto un intervento della Corte senza che sia nato un conflitto, ma appare che un eventuale giudizio di incostituzionalità cancellerebbe le leggi e le situazioni irregolari in un giorno (art. 136 ?). Sino a pochi mesi fa la Magistratura aveva interpretato il principio dell’autonomia degli enti locali con esagerato formalismo e giudicava “incostituzionale” il controllo delle spese dei Partiti, delle Regioni ecc., con effetti disastrosi per la tenuta dei rapporti sociali. Senza che sia stata modificata la Costituzione ogni procura sta diligentemente spulciando le spese per acquisto di greggi, di slip, di cene ecc. La preziosa attività ha travolto la struttura dei partiti: un quarto degli italiani non vota, un quarto vota M5S (pericoloso ma provvidenziale strumento di controllo civile) l’altra metà vota per partiti in sostanziale disarmo. Il tutto perché è stato lasciato credere agli operatori politici, ai giornalisti e agli italiani tutti che non sarebbe stato costituzionalmente corretto interferire con le autonomie previste dalla Costituzione. A questo punto io mi chiedo per quale motivo ancora oggi, di fatto, tollerate che sia lasciato credere che per intaccare l’autonomia delle Regioni (ad esempio) sia necessario modificare la Costituzione? Appare insultante dileggio della nostra Carta pensare che nessuno – ma proprio nessuno – abbia il potere di bloccare o limitare la folle autonomia della Regione Sicilia (è solo un esempio, anche il Lazio non scherza) giacché “protetti” dalla Costituzione. Credo che solo il vostro consesso avrebbe la autorità e la facoltà di bloccare tante decisioni, ma l’interpretazione corrente del sacro testo non lo consente. Codesto consesso si è ridotto a proteggere in modo esplicito, sistematico e irreversibile i diritti acquisiti dalla classe politica, dai profittatori dei regimi che concordemente hanno portato l’Italia alla situazione attuale. Non erano incostituzionali (perché platealmente ingiuste) le leggi e le disposizioni che hanno fissato i vitalizi ai politici, non erano incostituzionali le leggi che hanno truccato i risultati del referendum sul finanziamento ai partiti? Non sono incostituzionali i fondi liquidi dei partiti creati con rimborsi di spese elettorali (un rimborso pareggia un conto, non crea liquidità)? Tra cinque, dieci anni avrete cambiato opinione su tali argomenti, ma sarà troppo tardi, la fiducia nella vostra funzione si determina dal vostro parlare chiaro giorno per giorno, non nell’esaltare la grandezza e importanza della vostra funzione. La Magistratura é ora attivissima nel cercare di correggere i danni di leggi “incostituzionali” fino a ieri protette da una conclamata Costituzionalità: sarebbe ora che vi chiedeste, senza il contorno formale e burocraticamente corretto di un iter pluriennale se non esistano alla base di tali comportamenti Leggi incostituzionali. Su questo punto non io, ma i destini del Paese e la Storia saranno espliciti e inappellabili. Confido in un cenno almeno di seccata reazione, di accusa, di difesa, diversamente penso che i vostri pensieri siano irrimediabilmente ancorati a difesa dello “statu quo” ma non dello Stato Italiano. Distinti ossequi con i ringraziamenti con le scuse del caso. Gian Paolo Salandin Gra

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