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Investimenti 2014 e declino programmato

Una lettura della Legge di Stabilità recentemente approvata dal parlamento,alla luce della mancanza di investimenti strutturali significativi, sembra assicurare al nostro Paese un declino costante rispetto agli altri paesi, non solo rispetto ai paesi occidentali, ma anche alle cosiddette economie emergenti. Tale mancanza , che si protrae ormai da molti anni, è altrettanto significativa per il paese, quanto la imposizione fiscale esprbitante sul Lavoro (Cuneo Fiscale) ed imprese, e contribuisce al declino nella stessa misura, ma sembra che non esista nessuna attenzione nei Media, né esista un impegno importante da parte del Ministero delle Infrastrutture, che sembra paralizzato dalla cosidetta mancanza di risorse , alibi per l’ immobilismo in qualsiasi settore.Tutta la attenzione sembra riservata alla imposizione fiscale, nella illusione che la sua diminuzione crei improvvisamente i mposti di lavoro che mancano. Nella legge di stabilità sono previsti i seguenti investimenti (la sintesi non è mia, ma è la trascrizione dal sito Governo .it): • Rifinanziamento infrastrutture strategiche, tra cui l’autostrada Salerno Reggio Calabria, il Mose di Venezia, alcuni assi ferroviari di primaria rilevanza; • Manutenzione straordinaria, mediante finanziamento dei contratti di servizio e di programma con Rete Ferroviaria Italiana e Anas, con priorità alle opere stradali; • Acquisto di materiale rotabile per 500 milioni da destinare al trasporto pubblico locale; • Ammodernamento dell’impiantistica sportiva, attraverso misure di accelerazione delle procedure e di realizzazione con il concorso dei privati. La legge di stabilità assegna al Ministero Infrastrutture, l’ importo di 8 Miliardi circa nel 2014 ( che già comprendo 0,3% del PIL, che presuppone la autorizzazione in base UE su flessibilità nel deficit 2014, per un importo di 3 Miliardi), e rimane costante per i tre anni del Piano .Il fatto che esistano stanziamenti europei per 110 Miliardi nel’arco del Piano di 7 anni , non cambia il quadro perchè i finanziamenti europei presuppongono il contemporaneo stanziamento di risorse nazionali che non appaiono nel Piano triennale della Legge di Stabilità. Gli importi sopra descriiti, previsti dalla Legge di Stabilità, sembrano un investimento molto piccolo rispetto a qualsiasi teoria economica, anche ai fini del mantenimento dei beni esistenti, senza parlare del loro aggiornamento e sostituzione ( l’ ammortamento annuo delle imprese è sempre una quota significativa degli asset che deve assicurare la loro sostituzione ) e dato che le risorse aggiuntive che potrebbero derivare da Spending Review e da privatizzazioni, come da lotta all’ evasione , sono destinati a riduzione debito , come da impegni UE, a riduzione Cuneo Fiscale e a spese indifferibili, non sembrano esistere spazi per incrementare a breve l’ importo destinati a investimenti strutturali. E quindi resta escluso dallo sforzo governativo per il 2014 L’ adeguamento della Banda Larga in tutto il Paese (copertura ed aumento velocità) • L’adeguamento della rete idrica ( eliminazione dello spreco) • L’adeguamento della rete stradale (estensione della rete comedorsale tirrenica, Ponte di Messina, rete stradale siciliana, mentre la manutenzione e aggiornamento dell’ esistente è in mano alle concessionarie). • L’ adeguamento della rete telefonica (estensione ed aumento velocità) • L’ adeguamento della rete impianti di rifiuto ( distribuzione, incinerazione e gassificazione) Non aggiungo le reti petrolifere,i gasdotti e gli elettrodotti, nella ipotesi, non verificata che invece ENI e Terna,i cui interventi, pur se controllati dall’ azionista di Stato, non entrano nella Legge di Stabilità, adeguino le reti e gli impianti di loro competenza.

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