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A Sabrina

Gentile Sabrina, lo stesso odio che credi di vedere nelle mie parole io rilevo nelle tue. Premetto di non essere ebreo e di poter quindi dire che le mie posizioni si basano sul semplice buon senso che magari sbagliando mi sforzo di usare. So bene che nessuno ghettizza nessuno e che i ghetti ebraici delle città europee non sono più popolati da ebrei,se non di loro spontanea volontà. Quel che mi agghiaccia, se mi passi il termine, è l'accusa rivolta a questo popolo tutto di essere nientemeno che inventore dell'usura e della speculazione finanziaria. A parte l'infondatezza storica, essa fu nella pletora di argomentazioni sfruttate dai nazional-socialisti per rinfocolare e portare al parossismo l'antisemitismo tedesco, peraltro endemico in Europa da secoli. Con la fine della Prima Guerra Mondiale e il trattato di Versailles, la Germania affrontò una catastrofe economica. Disoccupazione intorno al 30%, inflazione folle, deprivazioni territoriali e debiti di guerra incalcolabili misero in ginocchio i tedeschi. Fu facile per Hitler indicare come nemico nazionale e causa di tutte le sventure ''l'ebreo''. Gli ebrei erano medici, notai e avvocati. Ma anche falegnami e orefici. Lavoravano molto, guadagnavano molto e per questo suscitavano l'invidia e l'odio degli ex sudditi del Kaiser. Tornare oggi ad accusarli di avere inventato l'usura è anacronistico e odioso non solo perchè falso ma anche perchè riporta alla mente fatti che non sarebbero dovuti accadere e che sono una vergogna per l'umanità come qualsiasi altro genocidio, a prescindere dal numero dei morti o dalla nazionalità. Non odio gli arabi e non sono indifferente ai massacri di cui sono stati vittime. Mi baso solo sulla realtà dei fatti così come la percepisco qui e ora. Diversamente ci avviteremmo in una analisi storica che arriverebbe alle invasioni arabe dell'epoca bizantina con l'occupazione manu militari di Gerusalemme. Non è il caso. Ribadisco, molto semplicemente, che l'Occidente dovrebbe essere dalla parte di Israele per affinità culturale. In Israele si studia e si lavora sodo. Anche gli arabi studiano e lavorano e non metto in dubbio che nei vent'anni in cui sei vissuta presso di loro ti abbiano stimata e rispettata. Purtroppo però vedono il mondo attraverso la lente del Corano. In una città araba non puoi baciare la tua fidanzata/o per strada. Non puoi predicare il Vangelo. Spesso non puoi avere una Bibbia in tasca. Le donne devono coprirsi la testa. Una bella ragazza non può prendere il sole in costume. In Israele si. Un saluto Giorgio

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