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illusioni ed EXPO

Questi i principi che sembrano quasi valoriali dell’ Expo 2015. Ma ci crediamo? Davvero? Dopo aver devastato il pianeta con sostanze tossiche, dopo che l ‘ ammoniaca è presente nell’ acqua un po’ ovunque nella bassa bresciana e oltre, dopo che “ Caffaro” insegna, abbiamo spogliato la terra delle sue sostanze tanto care oggi all’ Expo? Ma che mondo descrive l’ Expo, un mondo nuovo? Forse serve più fiducia nell’ uomo e nella finanza mondiale. Siamo sicuri che questa pensata internazionale attirerà tutte queste belle pratiche socio-culturali e antropologiche? Allora proviamo a fare un ragionamento logico, diciamo semi-serio, mettendo insieme gli obiettivi EXPO 2015 con ipotesi di cambiamento reale. Pronti? Iniziamo: rafforzare la qualità e la sicurezza dell’alimentazione significa ritornare a lavorare la terra come si faceva una volta, con la zappa e il badile, se uso i trattori milionari e i diserbanti non faccio alcuna qualità del cibo; consumare cibo sano e acqua potabile significherebbe avere industrie alimentari che non utilizzano conservanti chimici negli alimenti o ammoniaca sul pesce, significa non consumare più cibo industriale;eliminare la fame, la sete, la mortalità infantile e la malnutrizione che colpiscono oggi 850 milioni di persone sul Pianeta significa abbattere per sempre gli interessi dei Paesi ricchi nelle aree del mondo deboli politicamente, ad esempio l’ Africa e rinunciare a migliardi di euro derivanti dallo sfruttamento di quelle terre, debellando carestie e pandemie come il burulì in Costa d’ Avorio, dove sono rimasti alcuni frati francescani, a rischio di allontanamento continuo, ad occuparsi di quei bambini, mentre diverse Multinazionali fanno affari d’ oro in quelle zone ogni giorno;prevenire le malattie sociali dall’obesità alle patologie cardiovascolari, dai tumori alle epidemie più diffuse, valorizzando le pratiche che permettono la soluzione di queste malattie significherebbe togliere per sempre i distributori automatici dalla scuole, rimuovere le normative europee, che nessuno conosce , che hanno permesso un paio di anni oro sono all’ olio rancido di diventare deodorato con l’ utilizzo, normato, di sostanze dolci e tossiche, significa non mangiare ai Fast-food,( metteranno i divieti!) non mangiare cibi confezionati, e nemmeno la pasta che è fatta con farine trattate e molto nocive, e…potrei continuare all’ infinito. Innovare con la ricerca, la tecnologia e l’impresa l’intera filiera alimentare, per migliorare le caratteristiche nutritive dei prodotti, la loro conservazione e distribuzione significherebbe chiudere migliaia di aziende che oggi vivono di veleni, che si fondano sul loro utilizzo e impiego. Educare ad una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita in particolare per i bambini, gli adolescenti, i diversamente abili e gli anziani significherebbe ancora una volta riprendere in mano l’ antica sapienza, ora solo presente nei musei, del lavoro manuale si signori lavoro manuale, unico rimedio ai pesticidi, in un ambiente sano non minacciato dall’ inquinamento atmosferico del PM 10 e idrico e concedere sgravi fiscali e incentivi agli agricoltori che oggi soffrono e sono in perdita perché soggetti a leggi che li hanno messi al muro a tacere per sempre. Expo 2015 farà queste cose? O siamo davanti all’ ennesima operazione mondiale di marketing nocivo che cercherà di far passare il transgenico come sano, senza avere sperimentazioni sicure in mano, modificazioni genetiche note come ogm come la soluzione a tutti mali, creandone al contempo altri molto più gravi. La parola Multinazionali alla gente non dice nulla, sono soggetti anonimi perché ci stanno dentro tutti, dagli imprenditori ai politici, e non sono nocive, proprio come le illusioni dell’ Expo 2015. Prof.ssa Manfredini Carolina Ghedi. Brescia

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