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Immaginiamo...dal Salotto di Bartolo Fontana

È sempre così: impariamo a conoscere le persone dopo, quando sono morte. Da ragazzo, un giorno, feci un esperimento. Mi misi a pensare a un personaggio che non mi piaceva molto. Provai a convincermi che costui fosse morto, veramente. Iniziai a immaginarmi gli articoli scritti su di lui, cosa aveva fatto in vita, che cosa aveva detto, quali fossero i suoi pensieri, quelli veri. Mi impegnai a studiare meglio la sua vita, ad andare in profondità. Scoprii, con sommo stupore, che c’erano cose in lui che mi piacevano e che probabilmente mi ero sbagliato sulla sua persona. Entrai talmente bene nella parte, nel convincimento della sua morte, che provai un grande piacere quando mi resi conto che tutto era frutto di quella mia strana fantasia. Da quel giorno capii che, qualche volta, noi tutti dovremmo fare questo esperimento. Sulle prime pagine dei quotidiani oggi si parla della scomparsa del maestro Claudio Abbado. Scrisse: “ Ho avuto l’opportunità di riflettere su quello che conta davvero, come la famiglia. Ascoltarsi l’un l’altro è la chiave. In orchestra come nella vita”. Ma questa non è fantasia. È l’essenza della Vita che dovremmo assaporare ogni mattina quando ci svegliamo. Per un risveglio vero.

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