Cerca

Sistema elettorale: Strumento di Democrazia o Dittatura

Sistema elettorale: Strumento di Democrazia o Dittatura La Corte Costituzionale con la sentenza sul “Mattarellum” ha, abrogando, legiferato o meglio ripristinato. Ha tolto alla politica le castagne dal fuoco, le ha tolto il fastidioso compito di partorire un mostro, perché con il partorire un mostro si finirà dando vita ad una legge elettorale scopiazzata da una di quelle europee che saranno pure ottime ma in contesti politici e socio-economici diversi. Anziché prendere atto della impotenza dimostrata dell’incapacità di assumere decisioni si risveglia nei politici l’arroganza che li distingue e si iniziano le grandi manovre per evitare che il potere ritorni effettivamente agli elettori con il ripristino del proporzionale puro e con l’obbligo di introdurre le preferenze indigeste ai segretari dei partiti. La società italiana (il popolo politico italiano ) non è bipolare come si vorrebbe far credere, anzi è, non frazionato, ma variegato e questo non necessariamente è un fatto negativo come si vorrebbe far credere. . L’Italia è una realtà in cui convivono culture e civiltà diverse, è una società che diventa nazione senza omologazione, una società che prima di riconoscersi in italiana si riconosce come appartenente al rione o al quartiere, al comune o alla città, al territorio o alla regione. L’economia italiana ha funzionato fino a quando si è riconosciuto il valore della convivenza tra piccola e media imprenditorialità, dell’agricoltura accanto alla pastorizia, della diversificazione fra privato e pubblico. Il panorama politico evidenzia l’esistenza di aggregazioni diverse collocabili non attorno ad una calamita bipolare ma ad una rosa dei venti. Volere ad arte polarizzare su due l’istanza politica esistente in questo paese è la truffa più grande che si vuole perpetrare a questa nostra società che fino ad ora tanta pazienza ha dimostrato di avere. Fare in modo che nel grande mare della politica solo i pesci grossi possano avere diritto di sopravvivenza, che i pesci minori debbano divenire soltanto mezzo per ingrassare i pescecani in nome di un interesse generale che si chiama “governabilità” è il programma che le teste d’uovo nuove e vecchie vogliono. Quando si sostiene che la “vittoria “ di un “polo”,rectius di una “coalizione”, potrebbe garantire la governabilità è una menzogna dimostrata dal passato recente e non, quando, il giorno dopo dell’esito elettorale, le coalizioni o poli si sono disintegrati creando una miriade di gruppi e gruppetti più numerosi di quelli che si erano riuniti per dar vita alle liste sottoposte agli elettori e truffare il premio di maggioranza. Nessuna garanzia che gli eletti, aut nominati, in un raggruppamento possano rimanere uniti e legati al leader di coalizione ed al programma, non avendo vincolo di mandato né da parte degli elettori né avendo dovere di fedeltà ai padroni o patroni politici. Chi non potrebbe inoltre giustificare l’eletto che come si suole dire “cambia casacca”se ad un certo punto del percorso l’eletto non si riconosca nell’azione del gruppo di appartenenza? Il lettore di questa lettera potrebbe chiedere quale sistema elettorale e quale rimedio per garantire la governabilità sono praticabili? La risposta è semplice come l’uovo di colombo: Sistema proporzionale puro con il quale i gruppi sono rappresentati seconda la propria consistenza e con aggregazione post elettorale e redazione di un programma condiviso fino a quando una riaggregazione dei gruppi eletti diventi maggioranza correggendo gli eventuali errori o squilibri creati dalla aggregazione precedente. 18 gennaio 2014 ,francesco amoroso,uomo qualunque. .

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog