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Renzi si mangia il PD

Renzi ha ingoiato in un solo boccone i compagni del PD, nostalgici della vecchia ideologia comunista. Per digerirli ha fatto ricorso ad un potente digestivo: Berlusconi. In tutti questi anni i compagni, hanno cercato di cambiare pelle, hanno cambiato simboli e nomi, si sono alleati persino con gli odiati ex democristiani, sono diventati sostenitori di questo o quel Pontefice, a fasi alterne hanno strizzato l’occhio agli Americani, specialmente al loro nuovo Presidente Obama. Tuttavia non sono riusciti a sopravvivere senza un nemico da abbattere. In passato c’era la società capitalistica, i padroni, la democrazia cristiana, la chiesa, il patto atlantico. Caduto il muro di Berlino e tutte le utopie rosse, hanno individuato un nemico in Berlusconi, ricco e potente; trasgressivo e, a suo modo, per tanti versi innovatore. Lo hanno contrastato, lottato con ogni mezzo. Sono stati contro a prescindere su tutto, bacchettoni e giustizialisti. Hanno sostenuto l’insostenibile. Alla fine hanno goduto, gioito a bordo del ring vedendolo KO, a terra, nella povere. Lo hanno cacciato, schifati, dal Parlamento ed ora Renzi lo ha accolto nella loro casa, nella loro sede, come un interlocutore privilegiato. Molti si sono vergognati. Ed hanno ragione. È stata una vera pena del contrappasso. Il Pd, ammalato di berlusconite, si è dissolto, se l’è mangiato Renzi e per digerirlo ha sorseggiato l’amaro Berlusconi.

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