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Eventuali modifiche all'Italicum

Caro Direttore, non abbiamo molta dimestichezza con le leggi elettorali, però l’Italicum, si può criticare quanto si vuole, ma almeno ha il pregio della “chiarezza politica” e della “chiarezza numerica”. Si potrebbero portare delle modifiche per migliorarla ulteriormente? Noi molto umilmente proviamo a dare alcune di queste modifiche, eccole: 1) elevare da 35 a 40% la soglia nazionale da raggiungere per usufruire del “premio di maggioranza”; 2) ridurre da 18 a 15% il “premio di maggioranza” alle Coalizioni che superano o uguagliano la soglia del 40%; la ragione è semplice: il premio del 18% supera il 50% la soglia del 35% (17,5%) ,e la riteniamo molto “generosa” per la Coalizione che superasse o uguagliasse la suddetta soglia del 35%. Il 15% risulterebbe più in armonia con le osservazioni della Consulta al “Porcellum”; 3) aumentare il numero dei Circoscrizioni territoriali in modo da ridurre il numero dei Candidati (non superiori a 4) e, quindi, più riconoscibili dagli elettori del territorio interessato; 4) istituire un Collegio Nazionale (Camera di Compensazione) in cui confluiscano tutti i voti di quei Partiti o di quelle Coalizioni che non avrebbero superata la soglia di sbarramento (5%, 8% e 12%), successivamente questi voti si potrebbero” ripartire proporzionalmente (cioè in base ai voti ricevuti)” ai partiti e alle Coalizioni escluse dalle soglie di sbarramento; questa “ripartizione” assicurerebbe la presenza delle minoranze, altrimenti escluse, ossia si darebbe voce anche al “dissenso e al controllo operativo”; 5) non abolire la Camera del Senato che rimanendo e assumendo il compito esclusivo di “controllo” potrebbe evitare eventuali “colpi di mano” da parte del Governo o della Maggioranza di Governo presente alla Camera dei Deputati, però limitando tassativamente a due soltanto la “spola” tra le due Camere (dei Deputati e dei Senatori); 6) abolire la nomina dei Senatori a vita. 7) abolire le Regioni (costituiscono uno stato nello Stato e si eviterebbero i numerosi conflitti per le “materie concorrenti”) e lasciare in essere le Provincie senza “autonomia impositiva” che resterebbe prerogativa dello Stato e soltanto dello Stato, il quale deve gestire da solo il Debito Pubblico, il Prodotto Interno Lordo (PIL) e il Bilancio Pubblico Corrente. Grazie dell’attenzione e Dio benedica tutti.

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