Cerca

Io penso che ........

BARTOLO PELLEGRINO Presidente Nuova Sicilia T R A P A N I E-mail nuovasicilia2libero.it Egregio Direttore, dopo un periodo di silenzio e dopo avere valutato la nuova e coraggiosa iniziativa politica di Renzi e la positiva risposta di Berlusconi, ho deciso che chi ha creduto nella politica ha il dovere di dare il suo contributo. Il giornale da Lei diretto si è occupato delle mie vicende ed in particolare dell’ultima. Nel sentire il dovere di ringraziarla, desidero chiederle di pubblicare il mio pensiero (di seguito allegato) sulla realtà politica odierna e sulla possibile svolta venutasi a creare nel nostro Paese. Sono diventato lettore assiduo del giornale LIBERO dal momento che mi hanno suggerito di comprarlo poiché pubblicava un confronto fra l’On. Cimino Parlamentare siciliano ed il suo collega Feltri. In quella pagina era presente anche l’emblema di Nuova Sicilia. Il linguaggio con cui Feltri ha esposto i suoi argomenti mi ha convinto che LIBERO, a prescindere dalla collocazione politica, era ed è un quotidiano che serve a rieducare gli italiani, credibile, perché non risparmia neanche alle diverse posizioni politiche l’autonomia ed il coraggio di esprimere in libertà il proprio pensiero. Chi Le scrive ha scelto a 13 anni il messaggio socialista e i valori dell’autonomia presenti nello statuto siciliano stracciati nel lento percorso della crisi che ha attanagliato la classe dirigente di questa Regione. Partiti da Sturzo, da Alessi ed altri grandi soggetti siciliani che hanno tenuto alto i valori dell'Autonomia, oggi purtroppo, giungiamo dopo una lenta commercializzazione dei valori ad uno scadimento generale della classe politica siciliana. Senza riporre niente sul piano personale ancora oggi mi sento di dare un contributo per rinnovare una condizione di grande degrado ed avvilimento venutasi a creare affinché la svolta nazionale venga recepita in Sicilia. L’ultima esperienza assunta con Nuova Sicilia mi suggerisce che è stato bello avere fatto tanto in solitudine, avere avuto la possibilità di decidere in compagnia della sola propria coscienza e della sola propria libertà ed autonomia. Ma l'indipendenza nuoce. Se nella rivoluzione prodotta in Sicilia contro il centrosinistra e l’insediamento di Forza Italia', su quello che il sottoscritto ha costruito è stato realizzato il famoso 61 a 0, mi fossi avvalso contemporaneamente di un supporto cartaceo valido, quasi certamente posso asserire che né Lombardo né Crocetta avrebbero assunto il ruolo di Presidente della Regione siciliana. Nel ringraziarla, porgo cordiali saluti con la promessa da parte mia di incontrala personalmente, perché ritengo che in Sicilia il giornale LIBERO può trovare spazi e svolgere in un futuro possibile un ruolo ancora più importante nell'informazione. Bartolo Pellegrino AL DIRETTORE DEL GIORNALE LIBERO Io penso che, RENZI ha aperto il 2014 con una svolta clamorosa, ha organizzato un tavolo che riconsegna alla politica dignità, ruolo e primato. Al tavolo sono stati invitati tutti, secondo le regole della politica e mi dispiace per FASSINA che avendo difficoltà a capire il nuovo che nasce fa l’eroe, declamando che si vergogna dell’incontro organizzato con Berlusconi. On. FASSINA è cambiata l’epoca, sono cambiati i personaggi ma le regole della politica vanno rispettate. Lo sapevano DE GASPERI e TOGLIATTI, anche quando non c’era spazio per il dialogo. RENZI è stato bravissimo a non fare nessun calcolo ma a gestire il suo ruolo; niente parole, ma fatti e fatti per tutti per i partiti e per il Governo. Niente crisi per il Governo, che però deve fare, niente chiacchiere sulla realtà politica e sui problemi, niente furbizie ma confronto sui temi per provare a fare ripartire la politica ed il Paese. Organizza il confronto senza consultazioni preventive, dove presenta le sue proposte partendo dalla legge elettorale e la trattazione avverrà sui temi e sui problemi indicati. Niente dissertazione sulla responsabilità dei partiti, ma solo pronunciamenti sui problematiche del paese, che in sintesi si chiamano modernizzazione, governabilità e rilancio del sistema bipolare. La quota per vincere le elezioni viene fissata al 35% e per moralizzare la politica si avanzano gli sbarramenti, sia per chi concorre da solo sia per chi vuole entrare nelle coalizioni. Il problema del voto di preferenza potrebbe essere definito come il diritto della gente a votare in libertà scegliendo il proprio candidato. Per non tagliare l’erba a nessuno sarebbe giusto apportare una ulteriore piccola modifica all'accordo sancito chiedendo ai partiti di designare i candidati con il metodo delle primarie, così l’On. Alfano potrebbe scegliere i candidati del proprio partito adeguandosi ad un unica proposta. Detta soluzione porterebbe i partiti a proporre una rosa di candidati ristretti, capace di assicurare al Parlamento la presenza delle migliori intelligenze evitando i pronunciamenti che ad “orologeria” le varie Istituzioni fanno esplodere, non ultimo quello della Consulta. Per esempio se persone come Marcello Pera, Cacciari ed altri, che su LIBERO ha scritto un articolo pesante nei confronti del pronunciamento della Consulta, fossero presenti in Parlamento probabilmente alcuni sconfinamenti dai dettati costituzionali potrebbero essere evitati, verrebbe meno l'insoddisfazione popolare in quanto consapevole che in una elezione a suffragio universale i protetti non sarebbero eletti, basti rivedere la storia pregressa dei partiti al momento della composizione delle liste. I tempi fissati per incontrare i Leader delle rappresentanze politiche in Parlamento, non potevano essere fatti in modo diverso, in quanto Berlusconi rappresenta la seconda forza politica. Io per esempio non assolvo Berlusconi per non avere onorato gli impegni solenni assunti con gli italiani, che gli hanno consegnato un consenso vastissimo ed Io sono stato tra questi, senza cambiare la mia appartenenza politica di Socialista, però prendo atto che è stato bravo, ha accettato che l’incontro si svolgesse al Nazareno sede del PD, avendo coscienza che questo lo obbliga nel futuro confronto politico a modificare linguaggio e comportamenti poiché ognuno dovrà assumersi le proprie respon- sabilità andando oltre la solita polemica che ci ha portato all’attuale scadimento dei partiti e delle sue rappresentanze dentro le Istituzioni. Il gesto e la scelta compiuta, nelle condizioni nelle quali si trovava, stabilizza e lo apre a nuovi consensi. Chi ha ritenuto che l’uomo era irrecuperabile o alla deriva di fanatici, che pur sono presenti anche in Forza Italia, deve prendere atto che le scelte sono state diverse. Al compagno CICCHITTO che ha rappresentato nel Partito Socialista un personaggio importante mi permetto di dire , conoscendone la storia, di lavorare non per dichiarare vittorie come osa fare l’On. ALFANO, ma a prendere atto che l’aria del centro destra così come la disegna Berlusconi và riportata all’unità e Lui ha la cultura, la storia e la testa per farlo. Insistere su chi ha torto o ragione è sbagliato, i tempi sono eccezionali e le scelte compiute in un momento tragico dell’uomo non possono essere approvate, perché a prescindere dal loro sentimento appaiono cariche di sospetti. L’On ALFANO, uomo dotato di notevole cultura ed intelligenza politica, ha sbagliato i tempi nelle scelte fatte, doveva agire quando aveva garantito al paese nella qualità di Segretario del PDL che avrebbe dato corso alle primarie. Lui ha scelto di uscire dal PDL quando era già stato nominato Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Interni. La decadenza dichiarata al Senato di Silvio Berlusconi non doveva essere accettata, perché la stessa si collocava fuori dalla Costituzione. Nel momento in cui gli eventi nazionali ed il saccheggio effettuato nell’uso delle Istituzioni nonché lo scadimento del confronto politico hanno assunto toni di grande irresponsabilità, scardinando regole fondamentali della Costituzione e della Storia del Nostro Paese, con l’abolizione del voto segreto la risposta al Partito Democratico non poteva essere incerta bensì inequivocabile, decisiva e chiara, per cui il PD essendo il primo partito di Governo se ne doveva assumere ogni responsabilità. Il voto sulla decadenza, On. ALFANO, On. CICCHITTO, On. LUPO, On. QUAGLIARELLO, a scrutinio palese era illegittimo, e chi ha la responsabilità di guidare ed essere garante dei valori della libertà non ha attenuanti. La rottura doveva essere consumata subito. In questo clima, a fronte di questa realtà nazionale emergente e senza obiettivi personali che ho sempre escluso, decido di dare il mio contributo ed in particolare di lavorare in una grande regione come la Sicilia che gode di condizioni che non possono essere abiurate (Statuto siciliano) per azzerare tutti i misfatti che sono stati compiuti dopo la primavera autonomista e tali io considero l’elezione di LOMBARDO a Presidente della Regione siciliana ed il suo Governo ed ora similmente l’attuale Governo CROCETTA. La Sicilia , Segretario RENZI – Coordinatore regionale Sen. GIBIINO, ha bisogno di determinare un evento chiaro e trasparente come quello nazionale. Anche da noi la rottura deve essere netta e innovativa, non solo per la politica ma anche per l’imprenditoria, per il sindacato, per le nuove generazioni che avevano trovato nel precariato la risposta al loro futuro. Oggi si ritrovano confusi, preoccupati e fragili fino a sperare che la soluzione ai loro problemi può essere garantita da un movimento grillino che contiene mentalità che appaiono perverse, in cui lo sproloquio di Grillo che con i problemi del Paese non ha niente a che vedere, che vive solo di battute, maldicenze e che non si preoccupa di dare una risposta che almeno renda possibile sperare. Ai siciliani ed a chi ha seguito le vicende della Sicilia Io avverto la necessità di precisare: Che mi sono imposto il totale silenzio dal 7 aprile del 2007, quando un filone perverso della magistratura arrivò alle conclusioni di fare eseguire una perquisizione alle 4 del mattino nella mia dimora di campagna dove sono nato e continuo ad abitare sequestrando una marea di carte ed appunti, notificandomi gli arresti domiciliari ed a conclusione di tutta l’attività processuale consegnandomi una assoluzione in primo, secondo grado ed in Cassazione; Ho sciolto il mio silenzio perché sono determinato ad utilizzare la mia esperienza, la conoscenza territoriale nonché di tantissimi soggetti che possono dare un contributo non indifferente a rilanciare una nuova fase politica in Sicilia. Sulle mie vicende processuali, che in diverse occasioni e sempre in concomitanza con elezioni a cui lo scrivente partecipava, ritornerò successivamente con una lettera aperta; Il messaggio partito da Roma dovrà essere recepito in Sicilia con la stessa determinazione e trasparenza. Ai possibili interlocutori di questo messaggio ed in particolare i giovani, che non tenendo conto della mia età piuttosto avanzata, propongo di recepire un giudizio consegnatomi dal mio medico il quale dice che l’unica parte che rimane lucida dell’essere umano in tutta la sua vita è la mente, cosa che mi ha permesso sempre di dare un contributo positivo in tutte le iniziative alle quali ho creduto e credo. Affido le attuali considerazioni a LIBERO ed al Giornale di Sicilia perché all’inizio, durante ed a conclusione dei processi hanno assunto un comportamento corretto ringraziando contestualmente l’unica televisione regionale, RAI 3, che mi ha fatto una intervista nella “villa” di mia proprietà. On. Bartolo PELLEGRINO

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog