Cerca

No, Presidente Letta, così non va!

Senza voler minimamente sminuire l'importanza del ruolo istituzionale del Presidente del Consiglio né, tantomeno, mancare di rispetto nei confronti dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi, vorrei tuttavia esprimere il mio personale disappunto per l'odierna decisione del Governo di cedere ai privati un'importante quota di Poste Italiane e di Enav, l’ente nazionale di assistenza al volo. Nel corso della conferenza stampa tenutasi dopo il Consiglio dei Ministri, ho sentito dire, in particolare, che, dalla vendita del quaranta per cento delle Poste, è previsto un ricavo di circa quattro miliardi, con cui "finalmente, per la prima volta, si potrà abbattere il debito pubblico". Scherziamo? Che sono quattro miliardi rispetto all’Everest del debito? Appena un granellino di sabbia, sicché, matematicamente, non produrranno alcun abbassamento, nemmeno minimo, dei duemilasettantasei miliardi (rilevazione ufficiale di fine ottobre scorso anno) di esposizione generale del nostro Paese. A tale conclusione, può arrivare anche uno scolaro delle elementari, è sufficiente, infatti, considerare le decine di miliardi d’interessi che, ogni anno, si assommano ai 2076. Altro che riduzione, grazie alla dismissione di una quota di Poste Italiane! Per piacere, basta con siffatte prese in giro sottoforma di proclami ad alto effetto e, però, del tutto inconsistenti! Vorrei invitare il Presidente Letta a impegnarsi, piuttosto, nel concreto, giorno dopo giorno, sui seguenti due percorsi: - tagliare da subito di qualche decina di miliardi le spese di funzionamento della macchina pubblica, sproporzionate rispetto a quelle sostenute dalle nazioni del nostro rango; - incidere col bisturi, a capo chino, cioè senza guardare in faccia nessuno, sullo scandalo dell’evasione fiscale, operazione, quest’ultima, che, se svolta seriamente, potrebbe generare ulteriori introiti nelle casse dello Stato dell’ordine di altrettante decine di miliardi all'anno. Questi, sì, sono provvedimenti utili ad alleviare gradualmente ma indicativamente il fardello del debito pubblico. 24 gennaio 2014 Rocco Boccadamo Lecce

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog