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RIMBORSOPOLI IN ABRUZZO: UN USO STRATEGICO DELLA MACCHINA DEL FANGO

Vorrei esprimere un parere riguardo l’inchiesta sui rimborsi spese, che negli ultimi giorni ha strategicamente e vergognosamente investito la giunta regionale Chiodi, con illazioni e false accuse. A differenza di molte testate, voglio rivolgermi al cittadino abruzzese, quello con il mutuo da pagare, i figli di trent’anni laureati che stanno ancora a casa, che in questi giorni ha letto il titolo sul giornale: “Rimborsopoli -Nella bufera la regione Abruzzo”. Non voglio parlargli delle tante cose che so e che dimostrano che questa accusa è completamente infondata. Non voglio dirgli che i pm Di Florio e Bellelli, che hanno firmato gli avvisi di garanzia per “Rimborsopoli”, stavano nel dicembre 2013, insieme a Trifuoggi, al Circus di Pescara ad applaudire Luciano D’Alfonso che presentava la propria candidatura alla regione. Non voglio nemmeno parlargli delle tre assoluzioni lampo che D’Alfonso ha ottenuto tra febbraio e giugno 2013 (ripulendolo ad arte) rendendosi, fatta eccezione per il processo Mare-Monti, candidabile per le primarie regionali del PD del 2 marzo (sempre che Renzi non si accorga che in Sardegna la Barracciu è stata ritirata per molto meno). Non voglio parlarti (a questo punto ti do del tu, dato che sono sulla tua stessa barca) di tutto questo, perché farei lo stesso gioco di chi ha inventato di sana pianta Rimborsopoli, ovvero di chi, contro ogni etica politica, ha azionato la macchina del fango a pochi mesi dalle elezioni, sapendo benissimo che hai cinque euro in tasca e chi ti parla di alberghi di lusso ti fa indignare. Sono un libero cittadino ma svolgo un’attività giornalistica che mi ha imposto di andare sul sito della regione a leggere, una per una, le tantissime cose che ha svolto questa giunta e, quello che ho capito, è che la maggior parte delle battaglie che hanno affrontato sono battaglie che non era facile far arrivare alla tua attenzione, battaglie fatte di provvedimenti, numeri, delibere, che non potevano essere sfoggiate con la stessa suggestione che hanno per te gli scandali. Tanto per farti un esempio voglio parlarti dell’agricoltura, proprio perché è un settore complicato che più degli altri parla con le cifre; nessun giornale potrà mai pubblicare in modo divulgativo le battaglie che ha svolto l’assessore per far sì che non chiudessero le aziende e l’agricoltura resistesse come collocazione professionale per i giovani. Perché? Perché sono battaglie silenziose, invisibili, battaglie per la “salvaguardia del reddito” e lotte con la Comunità Europea che ha barbaramente fatto passare le risorse complessive del bilancio da destinare all’agricoltura dall’85% a un misero 34%. Caro cittadino abruzzese, ti saluto ricordandoti un’ultima cosa: sei abbastanza intelligente per capire che se la macchina del fango viene azionata correttamente, serve per sbugiardare i colpevoli, ma se viene azionata strategicamente, non infanga più i colpevoli ma infanga te e la nostra regione.

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