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La tragica fine che si profila per i Marò

Egregio Direttore Belpietro. Non trovo più neppure le parole atte a descrivere la rabbia che provo di fronte a questa surreale vicenda. Ma una cosa mi riesce ancora di dire: se la sorte dei nostri sventurati militari è nelle mani di quella incapace che è la Bonino, allora i due poveri Marò possono iniziare a recitare le loro ultime preghiere. Nella deprecata eventualità che la loro odissea si dovesse concludere in tragedia, tutti coloro che, dall'alto della propria posizione nel governo, avrebbero dovuto agire rapidamente e con determinazione per salvaguardarne l'incolumità dovrebbero essere portati davanti ad un tribunale speciale. Purtroppo, ciò non sevirebbe comunque a ridare ai due Marò la loro vita: per tale motivo, dato che assistere impotenti all'esecuzione della pena capitale sarebbe vergognoso e intollerabile, non posso nascondere che mi rimane l'ultima pur flebile speranza, ove fallisse qualsiasi tentativo di mediazione e quindi di fronte alla prospettiva che si verifichi l'irreparabile, che qualcuno abbia il fegato di assumersi la responsabilità di un'azione di forza. Chi ha sperimentato l'inferno dell'Afghanistan non avrebbe alcuna esitazione. Questo non significa sottovalutare le conseguenze di un tale atto sul piano delle relazioni internazionali. Tuttavia, meglio quelle piuttosto che restare immobili mentre in India si consuma il dramma dell'impiccagione di due nostri concittadini, la cui sola eventualità dovrebbe ferire le coscienze di tutti.

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