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Di "solo" austerità si può anche morire.

Alla fine del terzo trimestre del 2013 il nostro debito pubblico ha superato abbondantemente i due miliardi di Euro. E’ un nuovo record. Ma il dato che ha maggiore rilevanza è il rapporto fra debito e prodotto interno lordo che, in valori percentuali, è pari a 132,9. Dell’ Italia va peggio solo la Grecia. Nonostante i sacrifici imposti agli italiani i conti pubblici non migliorano e l’economia reale è in ginocchio, con la disoccupazione in aumento ed il crollo dei consumi. Di "solo" austerità si può anche morire. La verità è che Il nostro paese non è più competitivo. e che le riforme più volte promesse non sono mai partite. La burocrazia invece di favorire ostacola lo sviluppo. La famiglia o l’impresa ha bisogno di certezze per programmare il proprio futuro. I continui cambiamenti di leggi e dell’ imposizione fiscale non incentivano gli imprenditori ad investire. Si spera che l’Italia possa voltar pagina con le riforme in cantiere tese a dare stabilità governativa e a rendere più efficace ed efficienti le nostre istituzioni. Ricordo che la "virtuosa" Germania che ha un debito pubblico maggiore del nostro, grazie alle riforme attuate, continua a crescere con il rapporto fra debito e PIL pari a 78,4, quasi la metà dell’Italia, Angelo Ciarlo

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