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OGGETTO: Cure compassionevoli - Tribunale di Rimini - Legge Turco-Fazio 2006 (Italy)

Mi chiamo Paolo, Sono un cittadino italiano, quindi cittadino Europeo; vi scrivo in merito ad una tematica che riguarda le cosiddette cure compassionevoli. Vi racconto brevemente la mia storia: la mia compagna, Monia Delvecchio, è affetta da sclerosi multipla secondariamente progressiva da ormai 19 anni, ormai la malattia avanza inesorabilmente e non ci sono per lei più nessuna cura (o terapia) che possa arrestare la sua patologia e tantomeno migliorare la propria qualità di vita. La mia compagna si trova in condizioni gravi. Non avendo nessuna alternativa di cura e trattandosi di grave patologia neurodegenerativa, ci siamo appellati al Tribunale di Rimini per accedere alle cosiddette cure compassionevoli, previste dalla legge Turco-Fazio del 2006 e abbiamo cosi presentato ricorso. In prima battuta il ricorso è stato accettato dal Tribunale che ha emesso cosi un provvedimento d'urgenza favorevole il 06 settembre 2013, che ci permetteva quindi di accedere alle cure compassionevoli da noi richieste. Successivamente (il 16 ottobre 2013) il provvedimento è stato revocato, quindi abbiamo presentato il reclamo il 13 dicembre e a tutt'oggi stiamo ancora aspettando la sentenza definitiva da parte del Tribunale di Rimini e capire quindi se il nostro reclamo è stato accettato oppure no. La cosa che mi ha meravigliato di più di tutta questa vicenda e quindi chiedo a voi maggiori delucidazioni riguardano due aspetti: 1)Le motivazioni che ha dato il Tribunale sul motivo per il quale il provvedimento d'urgenza è stato revocato, sono state motivazioni prettamente scientifiche, nel senso che il Tribunale è chiaramente entrato nel merito medico-scientifico della cura/terapia oggetto del nostro ricorso. In sintesi ha ritenuto la cura compassionevole in oggetto pericolosa e inattendibile da un punto di vista scientifico. Allora mi chiedo e soprattutto chiedo a voi come fa un Tribunale del Lavoro ad avere competenze tecniche e scientifiche per poter giudicare una cura medica ed entrare quindi nel merito scientifico, è possibile tutto questo?Il compito del Tribunale non sarebbe stato esclusivamente quello di valutare se vi fossero stati i presupposti GIURIDICI per accedere alle cure compassionevoli? 2)Ci sono stati in Italia, altre sentenze analoghe, favorevoli, sullo stesso caso, per la stessa metodica scientifica. Un'altra domanda che vi vorrei porre in merito a questo secondo punto: è possibile che a parità di condizioni e presupposti iniziali (grave malattia neurodegenerativa e assenza di alternative di cura per il malato) ci possano essere sentenze opposte? E' possibile che in giurisprudenza non ci sia una uniformità di giudizio? Cosa può spingere un tribunale ad accettare o rifiutare un ricorso, partendo da condizioni iniziali simili? Mi appello a voi della Corte Europea e al Tribunale per i diritti dell’Uomo per avere maggiore chiarezza su questa vicenda e cosa fare per essere tutelato al riguardo. Vi sarei grato di una vostra risposta, visto che si tratta di un tema molto delicato e importante, ma soprattutto riguarda malati, persone, che non hanno alternative di cura, destinate ad esito infausto e che lo stato non propone loro nessuna valida terapia. Ma soprattutto si sta parlando di "PERSONE CHE NON HANNO TEMPO DI ASPETTARE..." Vorrei concludere la mia mail citando l'art. 32 della Costituzione italiana: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana." Grazie. Cordialmente, Paolo Marsili

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