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La rivoluzione del nuovo millennio

Ecco come finiscono i momenti di gloria di un governo basato sul nulla. Ecco come si infrangono i sogni di milioni di italiani. Ecco come si frantumano le speranze di una Nazione che si augurava di poter vedere una legislatura più equa e orientata ai cittadini. Ecco come si inizia ad odiare il prossimo perché magari più raccomandato, più infiltrato, più maledettamente spregiudicato. Ecco come si inizia a non sopportare più il diverso, l’extracomunitario, la escort televisiva e quella non televisiva, il vicino di casa perché ha più soldi da spendere e quello senza soldi da spendere, ma stranamente con più soldi di te. Ecco come si rischia di mandare a puttane un paese sull’orlo di una crisi di identità e lasciare che gli uomini di partito si spartiscano, il futuro loro e dei loro cari. Quando si arriva a tanto e ci si accorge che nell’uomo inteso come genere umano non vi è più alcun briciolo di coerenza sociale, allora gli uomini del popolo devono armarsi di coraggio e fede e combattere contro l’ipocrisia, l’ingiustizia, l’arroganza. Ecco come inizia, “l’era del cambiamento” In questi anni di vita civile, inteso che ho sempre rispettato il prossimo e il pensiero altrui, mi sono sempre domandato come mai sin da quando ero bambino ho sempre sentito dire che si stava meglio quando si stava peggio. Quante frasi come queste hanno caratterizzato la nostra vita, germogliando dentro di noi senza che c’è ne accorgessimo. Quanto e in cosa sarà caratterizzato questo secolo da quello appena passato . E’ veramente tutto un bluff, tutta una finzione per cui tutto è il contrario di tutto, perché se fosse così, se dovesse passare questo concetto alle nuove generazioni che verranno allora non ci sarà più ordine nell’universo e nessun Dio che possa perdonarci. Crogioliamoci nella falsità delle immagini televisive ma è giusto sapere che non vi è spessore tra le parole, non vi è spessore tra le immagini del nostro tempo, non vi è spessore tra la gente del nostro tempo. A meno che non ci uniamo tutti in un grido di speranza e alziamo la testa uniti verso un obbiettivo comune verso il cambiamento. Verso la Rivoluzione del nuovo millennio. Alziamo la testa e gridiamo con forza che quello che sta accadendo non ci appartiene, non ci è mai appartenuto, mai ci apparterrà. L’uomo è un groviglio di spirito e santità, di passione e crudeltà, ma se cediamo al fascino della sola immagine riflessa nei nostri occhi e non nel nostro cuore allora si rischia di perdersi. Questo sta accadendo ovunque, in parlamento tra la gente, nelle famiglie. Stiamo perdendo il vero senso della vita intesa come valore unico ed inscindibile dalla ragione che ci differenzia dalle bestie. La democrazia unico bene assoluto del vivere sociale si sta sgretolando sotto i colpi ben assestati di uomini senza scrupoli, “cosa fare”. C’è una sola ricetta a tutto questo ed è una dittatura democratica, orientata al bene comune e allo sviluppo economico di una nazione, basata sul lavoro e sulla giustizia. Su uomini capaci di dirigere altri uomini, essenziale per il cammino verso il futuro. Basata sul libero arbitrio ma anche sulla fermezza delle nostre azioni. La ricchezza a cui tutti aspirano deve essere un’opportunità concessa a tutti ma non un regalo a perdere. Ricchezza genera ricchezza, che genera benessere, che genera una società di giovani donne e uomini convinti che i sogni si possano avverare. Oggi tutto questo è solo fantasia, ci vendono racconti per adulti, ci rincoglioniscono con falsi spot, ci propinano programmi per dementi, ci anestetizzano il cervello per renderci manovrabili. C’è una sola ricetta a tutto questo, ed è una dittatura civile e silenziosa orientata al bene di un popolo capace di sognare, ma anche di agire. Di programmare un futuro migliore per se e per le generazioni a venire. Una dittatura di nuova generazione, basata sul fare e non sull’imporre. Una dittatura di conversazione supportata da programmi di sviluppo socio-economico condivisi da tutto il paese. E’ evidente che per fare quanto dico occorre una maggioranza assoluta che consenta di fare operazioni di pulizia nei diversi settori politico- sociali, avendo si un’opposizione attenta al rispetto delle regole, ma composta ed educata al ruolo che gli compete. Abbiamo bisogno che l’Italia riemerga da un periodo troppo lungo passato ad osservare il tempo che passa, passato a macinare parole sopra parole che non hanno fatto altro che rinforzare una piccola minoranza di uomini meschini e collusi con una coscienza torbida e putrefatta, germogliando il fiore di un frutto velenoso, in una società sana e vogliosa di riscatto sociale. Abbiamo bisogno di una dittatura silenziosa perché operosa e generosa di azione, attenta e non distratta, coinvolgente e non prolissa di parole. Abbiamo bisogno di un programma politico per i prossimi dieci anni, tempo minimo per il cambiamento. Maurizio Scherani Proviamo ad avere coraggio.

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