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UN POPOLO, UN PARLAMENTO, UN PARTITO

Egregio Direttore, da convinto proporzionalista con poca simpatia per premi di maggioranza e soglie di sbarramento ritengo che la proposta di riforma elettorale Berlusconi-Renzi, che tanto successo mediatico pare ottenere, rappresenti un tentativo ancora un po' timido e certamente migliorabile sulla via del monopartitismo di Stato. Tengo a precisare che, per il suo contenuto, questa lettera è destinata solo a un pubblico adulto e non ai minori, se non in presenza dei genitori 1 e 2. Essa va inoltre interpretata alla luce di quanto già espresso in varie occasioni dal sottoscritto in merito ai sistemi elettorali. Cominciamo dalla soglia per l'attribuzione del premio di maggioranza. Una soglia del 35% dei voti mi pare un po' troppo alta, perché nessuno dei maggiori partiti la raggiunge, a meno che non si consideri come un partito quello dei non votanti, che, ottenendo più di un terzo dei voti, rappresenterebbe il partito di maggioranza relativa e supererebbe la soglia, guadagnandosi il premio. In tal caso si potrebbe formare il governo degli astenuti, ma la legge in proposito non si è ancora pronunciata e dobbiamo attendere lumi in merito. Se un governo degli astenuti fosse previsto, sarebbe dunque, in base alla proposta di legge Berlusconi- Renzi, il solo a beneficiare del premio di maggioranza. Ci potrebbe però venire in aiuto la legge 2444 del 1923, alias legge Acerbo, che fissava una soglia più ragionevole, e cioè pari al 25%. Con tale soglia l'ottenimento del premio di maggioranza è molto più probabile e, se il premio è consistente, si ha la certezza che le leggi possono essere votate e approvate dal Parlamento anche senza bisogno di discuterle. E' provato che questo sistema funziona e in effetti ha garantito un Parlamento coeso per tutta la durata del ventennio fascista, consentendo la massima efficienza nell'approvazione delle leggi fascistissime, di cui alcune ancor oggi celeberrime, senza dover mediarle con qualsiasi fastidiosa opposizione. Tutto però è suscettibile di miglioramento, anche la legge Acerbo, che oramai ha fatto il suo tempo. Per ottenere un Parlamento che non sia disunito e rissoso, il mio personale suggerimento è di dare come premio di maggioranza il 100% dei seggi parlamentari. Gli elettori sarebbero riconoscenti, perché, non essendo previste le opposizioni, ciò garantirebbe la governabilità e consentirebbe di approvare le leggi senza troppe discussioni e inutili ritardi. Il Paese ha bisogno di un governo forte per poter vincere le sfide globali. Alla fine, non è importante chi decide, e che cosa decide. E' importante invece decidere, e presto. Le idee e le discussioni portano via tempo. E' un puro caso che durante quello "schifo" della "Prima Repubblica" in Italia si vivesse meglio, ci fossero più tutele, perfino la scala mobile (che obbrobrio, orribile solo a pensarsi!). I tempi sono per fortuna cambiati, i lavoratori devono capire che non possono essere pagati, o almeno non più di tanto, che non si possono mettere contro i mercati, i quali hanno sempre ragione, e che la politica non può pensare a tutti, ma deve pensare soprattutto agli eurobanchieri, che sono quelli che ci amministrano, ci danno i compiti da svolgere a casa e ci spiegano che cosa dobbiamo fare e come ci dobbiamo comportare. Se non avessimo un Parlamento omogeneo, coeso e autorevole, come potrebbero trasmetterci con efficacia le loro direttive? Il pensiero unico è più utile e funzionale. Pensare in tanti modi diversi è fonte di confusione. Perciò i partiti vanno aboliti, o perlomeno ridotti a uno, massimo due (ma con riserva). Meglio avere poche idee, che però non debbano essere mai messe in discussione o contaminate. La purezza delle idee è un valore aggiunto. Solo così si potranno fare a spron battuto le riforme di cui il Paese ha bisogno, in un Parlamento degno di questo nome, capace di approvare le proprie leggi, e tutte, e subito, e senza tutti quei bastian contrari che esprimono opinioni del tutto minoritarie e fanno solo perdere tempo. Un popolo, Un Parlamento, Un partito. Con i più cordiali saluti.

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