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Estinguerò i miei libretti postali

Sono titolare di tre libretti di risparmio postale, aperti presso uffici diversi, a Roma, Ladispoli e Velletri. il primo, sul quale mi viene anche accreditata la pensione, ha una giacenza media, riferita al 2013, di circa 4000 euro, il secondo di 3000, il terzo di circa 2000. Tempo fa, volevo accorparli in un unico deposito, per motivi di praticità, ma l’impiegato delle poste me lo ha sconsigliato, suggerendomi anzi di alleggerire il primo libretto, sul quale, alla fine del 2011 erano accreditati quasi 10 mila euro, per sfuggire alla tassa voluta da Mario Monti sui depositi superiori ai cinquemila euro. Sparpagli i suoi soldi fra i tre libretti, così non pagherà la tassa mi è stato detto. Bene. L’ho fatto. E, qualche giorno fa, ho avuto l’amara sorpresa. La famosa, iniqua, tassa, mi è stata imposta su TUTTI e tre i depositi, perché nel complesso, superano i 5000 euro. Alla fine, così a fronte di meno di ottanta euro di interessi complessivi, mi sono ritrovato a pagare oltre cento euro di imposta, suddivisa fra i tre libretti di risparmio. Chiaro, a questo punto, che estinguerò i depositi e terrò i soldi nascosti sotto una mattonella, i ladri sono una possibilità, la rapacità della casta di parassiti e faccendieri che ci preda per garantirsi lusso e privilegi, è una certezza, senza contare che il rischio di un prelevamento forzato è sempre dietro l’angolo. Ma alle poste chiedo: i vostri impiegati ci sono o ci fanno? Che razza di idioti incompetenti assumete? O la cosa è voluta per danneggiare i risparmiatori? Alla fine ci rimettete voi, perché, da quanto ho sentito in giro, non sono il solo che sta ritirando i propri risparmi… Basilio mercuri

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