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"EIN VOLK, EIN REICH,..." "UN-POPOLO, UN-PARLAMENTO, UN-PARTITO"

Egregio Direttore, tengo a precisare che, per il suo contenuto, questa lettera è destinata solo a un pubblico adulto e non ai minori, se non in presenza dei genitori 1 e 2. Essa va inoltre interpretata alla luce di quanto già espresso in varie occasioni dal sottoscritto in merito ai sistemi elettorali. Da convinto proporzionalista con poca simpatia per premi di maggioranza e soglie di sbarramento, ritengo che la proposta di riforma elettorale Berlusconi-Renzi, che tanto successo mediatico pare ottenere, rappresenti un tentativo ancora un po' timido e certamente migliorabile sulla via del monopartitismo di Stato. Cominciamo dalla soglia per l'attribuzione del premio di maggioranza. Una soglia del 35% dei voti mi pare un po' troppo alta, perché nessuno dei maggiori partiti la raggiunge, a meno che non si consideri come un partito quello dei non votanti, che, ottenendo più di un terzo dei voti, rappresenterebbe il partito di maggioranza relativa e supererebbe la soglia, guadagnandosi il premio. In tal caso si potrebbe formare il governo degli astenuti, ma la legge in proposito non si è ancora pronunciata e dobbiamo attendere lumi in merito. Se un governo degli astenuti fosse ammissibile, sarebbe dunque, in base alla proposta di legge Berlusconi- Renzi, il solo a beneficiare del premio di maggioranza. Per risolvere il problema, ci potrebbe però venire in aiuto la legge 2444 del 1923, alias legge Acerbo, che fissava una soglia più ragionevole, e cioè pari al 25%, che al netto di oltre un terzo di non votanti corrisponderebbe attualmente a circa il 16% dell’elettorato attivo. Con tale soglia l'ottenimento del premio di maggioranza è molto più probabile e, se il premio è consistente, si ha la certezza che le leggi possono essere votate e approvate dal Parlamento anche senza bisogno di discuterle. E' provato che questo sistema funziona e in effetti ha garantito un Parlamento coeso per tutta la durata del ventennio fascista, consentendo la massima efficienza nell'approvazione delle leggi fascistissime, di cui alcune ancor oggi celeberrime, senza doverle mediare con qualsiasi fastidiosa e inutile opposizione. Tutto però è suscettibile di miglioramento, anche la legge Acerbo, che oramai ha fatto il suo tempo. Per ottenere un Parlamento che non sia disunito e rissoso, il mio personale suggerimento è di dare come premio di maggioranza il 100% dei seggi parlamentari. Chi raggiunge il 25% (cioè il 16%) occupa tutti i seggi in Parlamento. Gli elettori sarebbero riconoscenti, perché, non essendo previste le opposizioni, ciò garantirebbe la governabilità e consentirebbe di approvare le leggi senza troppe discussioni e inutili ritardi. Il Paese ha bisogno di un governo forte per poter vincere le sfide globali. Alla fine, non è importante chi decide, e che cosa decide. Quisquilie. E' importante invece decidere, e presto. Le idee e le discussioni portano via tempo. E' un puro caso che durante quella "vergogna" della "Prima Repubblica" in Italia si vivesse meglio, come provato da tutti gli indici economici del tempo, ci fossero più tutele, perfino la scala mobile (che obbrobrio, orribile solo a pensarsi!). I tempi sono per fortuna cambiati, i lavoratori devono capire che non possono essere pagati, o almeno non più di tanto, non devono continuare a pretendere (il lavoro non è un diritto, come ci ha autorevolmente spiegato l'ex ministro Fornero), che devono essere flessibili, che non si possono mettere contro i datori di lavoro e i mercati, i quali hanno sempre ragione, come ci viene ricordato dai luminari della "Troika". Dobbiamo capire che la politica non può pensare a tutti, ma deve pensare soprattutto agli eurobanchieri e agli avveduti euroburocrati, che lavorano per noi, per difenderci da noi stessi, e che sono quelli che ci amministrano, ci danno i compiti da svolgere a casa e ci spiegano che cosa dobbiamo fare e come ci dobbiamo comportare. Sono loro, per fortuna, che ci fanno rigare dritto e diventare virtuosi, che le tentano tutte per aumentare il Pil e ridurre il disavanzo dello Stato. Guai se non vegliassero su di noi! Se non avessimo un Parlamento omogeneo, coeso e autorevole, come potrebbero costoro trasmetterci con efficacia le loro direttive? Il pensiero unico è dunque più utile e funzionale. Pensare in tanti modi diversi è fonte di confusione. Perciò i partiti vanno aboliti, o perlomeno ridotti a uno, massimo due (ma con riserva). Meglio avere poche idee, che però non debbano essere mai messe in discussione o contaminate. La purezza delle idee è un valore aggiunto. Solo così si potranno fare a spron battuto le riforme di cui il Paese ha bisogno, in un Parlamento degno di questo nome, capace di approvare le proprie leggi, e tutte, e subito, e senza tutti quei bastian contrari che esprimono opinioni del tutto minoritarie e fanno solo perdere tempo. I piccoli vanno allontanati, o, meglio, soppressi. Peccato che storicamente i sistemi maggioritari non sempre hanno portato fortuna. Un tempo politici carismatici, benedetti da tali sistemi, traevano beneficio anche da slogan efficaci, come "Ein Volk, Ein Reich, ecc". Lo slogan che potrebbe andare bene oggi potrebbe essere: "Un popolo, Un Parlamento, Un partito." Con i più cordiali saluti.

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