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Gli orfani di mamma Regione SICILIA e la solidarietà impossibile

Lo svilimento del sogno dell'Autonomia siciliana, ostaggio di una politica che assolve alla sua funzione unicamente elargendo stipendi Per quanto mi sforzi, non riesco a provare solidarietà per le svariate migliaia di dipendenti di mamma (per alcuni) Regione, che in questi giorni non hanno visto accreditato il loro più o meno sudato stipendio sul conto in banca. Ed è sbagliato quanto giusto, pensarla così. “Sbagliato” perché trattasi di ragionamenti un po’ intestinali, e si rischia di fare di tutta l’erba un fascio. “Giusto”, perché non se ne può più di vedere ridotta alla libera elargizione di stipendi quello che era il sogno dell’Autonomia siciliana (sogno di una élite illuminata). Definire inaccettabile pagare gente affinché non faccia manifestazioni di piazza, come i signori dell’infinito bacino ex Pip ex carcerati ex questo e quell’altro, mi sembra il minimo. Eppure, in buona sostanza, questo è ciò che fa la Regione. Quando la cosa migliore da fare in questi casi sarebbe stabilizzare gli ex carcerati in galera. Anche la questione dei Forestali presenta delle analogie, anche se con risvolti un po’ meno folkloristici. Cosa dire poi del mediamente iperpagato personale dell’assemblea regionale siciliana, delle pletore di dirigenti, delle pornografiche spese dei politici che in quella palude ci sguazzano, drenando risorse che non sono mai servite allo sviluppo di questa infelice Isola!? (però, tranquilli, queste categorie sono al riparo dalla carestia di denaro delle ultime ore). L’incancrenimento dell’Autonomia sta in questi e in mille altri risvolti, che la rendono difendibile quanto lo fu il Settimo Cavalleria dall’attacco degli indiani Lakota a Little Bighorn. È anche vero che in Regione ci sono parecchi lavoratori che svolgono un compito prezioso e di vera utilità alla vita dei siciliani. E a questi, sì, è giusto manifestare solidarietà. Ma quanti sono? Non lo so: parecchi, di sicuro, ma non troppi, in percentuale. Il bello è che non è neanche colpa loro. Questo è il problema.

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